Sergio Castellitto in “Crazy for football”: calcio e salute mentale

L’1 novembre, su Rai1, verrà trasmesso “Crazy for football – Matti per il calcio”. Il film affronta il tema della malattia mentale e dell’effetto terapeutico che possono avere lo sport ed il gioco di squadra.

Questa sera su Rai1 andrà in onda “Crazy for football – Matti per il calcio”, film presentato alla Festa del cinema di Roma, con la regia di Volfango de Biasi, la produzione di Mad Entertainment e Rai Fiction ed il supporto della Federazione Italiana Giuoco Calcio e della Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale.


Il film prende ispirazione da fatti realmente accaduti: racconta della formazione di una squadra di calcio italiana a cinque che ha preso parte al Campionato mondiale per pazienti psichiatrici. Volfango de Biasi aveva già realizzato un docufilm sulla storia della squadra (“Matti per il calcio”) nel 2016, il quale ha vinto il David di Donatello nel 2017

“Crazy for football”, Castellitto: “Le fragilità ci rendono speciali”

Il film ha come protagonista Sergio Castellitto, che interpreta il ruolo dello psichiatra Saverio Lulli. Il personaggio è ispirato alla figura di Santo Rullo, psichiatra e appassionato di calcio che da trent’anni si impegna affinché venga riconosciuto il valore terapeutico che lo sport può avere per i pazienti psichiatrici.

Crazy for football
via Twitter

Nonostante le sue teorie incontrino spesso l’ostilità dei colleghi, Saverio non si arrende e decide di rivolgersi all’ex calciatore Vittorio Zaccardi – interpretato da Max Tortora – vedovo e ludopatico.

Il progetto del medico è quello di allenare una squadra di calcio speciale, composta da un paziente schizofrenico, uno bipolare, uno paranoico, uno depresso, uno con disturbo ossessivo compulsivo e uno che non sopporta il contatto fisico. La squadra partecipa al Campionato mondiale per pazienti psichiatrici, una competizione nata nel 2016 nella quale l’Italia ha trionfato nel 2018 a Roma vincendo la Dream Word Cup.

Sergio Castellitto, parlando del film, ha affermato che “La materia della psiche è intrinseca al mestiere d’attore”. Castellitto ha spiegato che anche Lulli, il personaggio che interpreta, è una “persona problematica”: il medico è “un padre inadeguato, un ex marito fuggitivo”. Lo stesso vale anche per Vittorio Zaccardi: l’ex giocatore di calcio soffre, infatti, di ludopatia. Come affermato da Castellitto: “sono le nostre fragilità che ci rendono speciali”.