COP26: l’accordo di 40 paesi per ridurre il carbone. Assenti Stati Uniti

Sono 40 i paesi che hanno siglato un accordo per ridurre l’utilizzo di carbone per la produzione di energia elettrica. Ma tra gli assenti figurano Stati Uniti, Cina e India.

(Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Un nuovo rapporto del Global Carbon Project lancia l’allarme sulle emissioni globali di carbonio che stanno pian piano ritornando ai livelli record pre-pandemici. La Cina è in questo senso uno dei paesi maggiormente osservati. In concomitanza con il rapporto, dalla COP26 arriva la notizia di un importante accordo tra 40 paesi per la riduzione dell’utilizzo di carbone.

Un Accordo di oltre 40 Paesi proviene dalla COP26 e mira ad abbassare l’utilizzo del carbone per produrre energia elettrica. La notizia assume però anche un altro colore: in tal senso, Stati Uniti, Cina, India e Australia non hanno preso parte all’accordo e questo ha fatto sollevare diversi dubbi anche all’interno dell’opinione pubblica che aveva visto gli Stati Uniti farsi grandi promotori di diverse iniziative volte a ridurre l’emissione di CO2.

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Desta stupore anche l’ingresso nell’accordo di paesi come l’Ucraina, Polonia, Cile, Canada, Vietnam e Austria (paesi che in questo momento sembrano realmente lontani dalla capacità, non solo di ridurre le emissioni ma anche di voler accelerare in tal senso).

Il documento, promosso dal Regno Unito, vanta al suo interno dichiarazione sulla  transizione dal carbone verso le energie pulite e raccoglie anche l’impegno di un centinaio di entità, tra organizzazioni internazionali e istituti finanziari.La partecipazione degli enti finanziari è un passaggio chiave per frenare gli investimenti verso gli impianti a carbone.

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Se da una parte i commenti sono stati super acclamanti e pieni di elogi, dall’altra parte, gli ambientalisti hanno appreso dell’accordo, commentandolo in maniera meno positiva. Rai News ha riportato in merito la dichiarazione del direttore delle campagne di Friends of the Earth: che ha spiegato così la delusione degli ambientalisti: “il punto chiave di questo  annuncio deludente è che il carbone potrà sostanzialmente continuare a essere usato ancora per gli anni a venire”.