Prato, il personal trainer napoletano è stato ucciso sotto casa

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Prato, un uomo di 39 anni Gianni Avvisato è stato ucciso nel napoletano a Carmigliano, faceva il personal trainer e proprio ieri pomeriggio è stato freddato da due killer.

 

Secondo le testimonianze di una donna residente, i Carabinieri hanno avvistato la vittima, l’uomo ha litigato con i due uomini e poi subito dopo si è udito uno sparo.

Prato, il personal trainer Gianni Avvvisato è stato ucciso con un colpo di pistola (Foto dal web)
Prato, il personal trainer Gianni Avvvisato è stato ucciso con un colpo di pistola (Foto dal web)

I due killer sono fuggiti a piedi per poi allontanarsi a bordo di un’automobile parcheggiata nelle vicinanze, Gianni Avvisato ha allertato i soccorsi, dichiarando al cellulare “Aiuto, aiuto mi hanno sparato”.

Gli operatori sanitari sono giunti sul posto con i Carabinieri, purtroppo il giovane era già morto, la vittima è stata trovata senza vita al suono nei pressi della sua abitazione, proprio in via Boccaccio, dove c’era una strada senza fondo con una serie di villette a schiera.

Secondo le prime indagini le ferite si sono concentrate tutte sull’addome e sulla gamba, la vittima della spedizione “punitiva” era gestore di una palestra, i Carabinieri stanno cercando di rintracciare i due killer, le indagini si muovo cercando di capire quale sia stato il movente dell’omicidio.

Alcune ipotesi vedono i killer e la vittima nel giro di regolamento di conti finito in tragedia, l’uomo era nato in provincia di Napoli nella zona del Vesuvio, ha sempre vissuto in Toscana.

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Sempre nel napoletano la camorra ha tentato di imporsi nell’organizzazione degli eventi notturni, l’ultima vittima di questi abusi è un giovane dj che no ha voluto “pagare il pizzo” ad un manager del clan cammorristico d’Alessandro.

Il dj è stato vittima dell’aggressione durante la scorsa estate nei pressi della sua abitazione, i Carabinieri hanno cercato di ricostruire la dinamica, per poi individuare un ragazzo 22enne di Piano di Sorrento.

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L’uomo è stato arrestato per tentata estorsione aggravata, per poi essere accusato di lesioni personali aggravate dal movente mafioso, il clan camorristico del quale faceva parte è stato protagonista di diverse azioni intimidatorie.

Queste hanno portato l’organizzazione a usare azioni intimidatorie mirate a ledere i locali notturni bersagliando i dj e i gestori dei locali, richiedendo il pagamento del “pizzo” in ogni serata estiva del napoletano.