Sviatlana Tsikhanouskaya: chi è la leader dell’opposizione in Bielorussia

La situazione politica e sociale in Bielorussia è sempre più complessa e pericolosa, protagonisti della vicenda il presidente Aljaksandr Lukasenka ed il capo dell’opposizione Sviatlana Tsikhanouskaya

Il capo dell’opposizione democratica della Bielorussia è la moglie di Sjarhej Cichanouskij il noto youtuber diventato negli anni il principale oppositore del presidente bielorusso.

Sviatlana Tsikhanouskaya

Sviatlana Tsikhanouskaya, 39 anni lo scorso 11 settembre, è, suo malgrado il capo dell’opposizione del regime, formalmente democratico ma in pratica autoritario, della Bielorussa.

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Capo del governo è, dal 1994, ossia dalle prime elezioni libere dopo la caduta del regime comunista, l’ex funzionario del Partito Stato, poi converitosi in Comunisti per la democrazia, Aljaksandr Lukasenka.

Il presidente è stato rieletto per ben sei volte con percentuali sempre superiori al 79%. L’ultima nella consultazione del 9 agosto 2020 quando ha raccolto l’80,1% dei voti validi. Da sottolineare che per l’ennesima volta il presidente della Bielorussia non è statoformalmente riconosciuto dalla Comunità Internazionale.

Chi è Sviatlana Tsikhanouskaya la leader dell’opposizione in Bielorussia

Ma stavolta qualcosa negli ingranaggi del potere di Lukasenka è andato storto. Nel giugno del 2020, infatti, la giovane Sviatlana Tsikhanouskaya moglie del blogger Sjarhej Cichanouskij arrestato per presunti reati finanziari e turbamento dell’ordine pubblico, ha deciso di raccogliere le firme necessaria a candidarsi come presidente.

In contemporanea, per via degli arresti di Valeryj Capkala e Viktar Babaryka, gli altri due candidati dell’opposizione, è stato siglato un patto politico per far convergere sulla leader democratica i voti anti Lukasenka.

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E’ stato un successo clamoroso. Il regime bielorusso ha accreditato la Tsikhanouskaya dell’11% dei voti ma gli osservatori internazionali parlano di almeno il 44%.

Alla fine della contesa il presidente uscente si è auto proclamato capo dello stato ma, come detto, la Comunità internazionale non lo riconosce come tale relegando la Repubblica della Bielorussia a democrazia de jure ma a dittatura de facto.

Nel frattempo la leader dell’opposizione è riparata in Lituania dove aveva già fatto scappare i figli e da dove sta guidando una battaglia politica e sociale per far diventare, finalmente, la Bielorussia un Paese democratico e moderno.