Tutto il mio folle amore: la storia vera di Vincent e Willi, chi sono nella realtà

Dopo l’accoppiata Il ragazzo invisibile ed Il ragazzo invisibile – Seconda generazione il premio Oscar Gabriele Salvatores ha messo in scena un film che ha riscosso un enorme successo di pubblico e di critica: Tutto il mio folle Amore.

Il film è tratto da una storia vera quella di Franco ed Andrea Antonello, i Vincent e Willi del film. Ecco tutti i dettagli della vicenda.

Tutto il mio folle amore

Dopo aver sviluppato, ed approfondito, la saga fantascientifica Il Ragazzo Invisibile, il doppio film andato in sala nel 2013 e 2018, nell’autunno del 2019 il regista Premio Oscar Gabriele Salvatores decide di concentrarsi su una storia ispirata dalla realtà.

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Ne esce fuori un film capolavoro, candidato al David di Donatello e al Ciak d’Oro e i cui incassi vengono limitati dal sopraggiungere della pandemia da Coronavirus Covid-19.

Parliamo di Tutto il mio folle amore film che vede protagonisti Claudio Santamaria nei panni di papà Willi, di Valeria Golino che interpreta Elena Manzato la mamma di Vincent, Diego Abatantuono nel ruolo di Mario Toppoli ed il giovane Giulio Pranno che da il volto  e le sembianze al protagonista del film Vincent Manzato.

Tutto il mio folle amore: una storia vera

Tutto il mio folle amore è, appunto, la storia di Vincent ragazzo adolscente colpito da un serio problema di personalità e del complesso rapporto con il padre. Willi è separato dalla madre di Vincent, Elena.

Il film è un road movie ambientato nei Balcani, una specialità di Gabriele Salvatores, nel quale Willi riannoda il rapporto con il figlio, rifiutato alla nascita ed ignorato per sedici anni e Vincent vive un’avventura dal forte impatto emotivo e terapuetico.

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Il film, come detto, è tratto da una storia vera descritta da Fulvio Ervas nel romanzo Se ti abbraccio non aver paura. Un romanzo che racconta la vita di papà Franco Antonello, di Andrea, il figlio e del loro viaggio in moto in Sud America.

Da segnalare che il titolo del film è un omaggio di Gabriele Salvatores all’amatissimo Pier Paolo Pasolini. Si tratta di un verso del brano di Domenico Modugno, Cosa sono le nuvole, scritto per Mister Volare dal Poeta di Casarsa.