Don Luigi Ciotti, chi è il sacerdote: una vita dedicata alla lotta contro le mafie

Don Luigi Ciotti, da sempre il sacerdote di strada ha sfidato la mafia, durante alcune interviste ha dichiarato che per il prete l’impegno contro la mafia è sempre stato un atto di fedeltà verso Dio e verso il Vangelo.

 

La sua vita è stata dedicata alla denuncia delle ingiustizie e delle violenze, da sempre è stato dalla parte di chi ha subito soprusi, per poi rimanere vicino ai poveri e gli emarginati.

Don Luigi Ciotti, chi è il sacerdote che si scaglia contro le mafie (Screenshot)
Don Luigi Ciotti, chi è il sacerdote che si scaglia contro le mafie (Screenshot)

Il sacerdote nasce il 10 Settembre 1945 a Pieve di Cadore in provincia di Belluno, dal 1950 ha stabilito con la sua famiglia a Torino il Gruppo Abele, l’unico obiettivo del gruppo è quello di aiutare i ragazzi che fanno fatica a farsi strada nel mondo del lavoro, proprio perché sono reclusi in carceri minorili.

Il sacerdote sentirà la vocazione e studierà nel Seminario di Torino, durante la stagione del Concilio Vaticano II, gli verrà assegnato dal cardinale Michele Pellegrino, la strada intesa come parrocchie.

Comincerà la sua lotta contro le mafie nonostante i chiacchiericcio e gli attacchi dei malviventi, lotterà per estirpare alla radice questo male, durante il 14 Settembre 2013 il capomafia di Corleone minacciò  il sacerdote.

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Don Luigi Ciotti, la ragione delle minacce al sacerdote torinese è stata l’attività di Libera, tramite il sequestro di beni

Il boss pugliese della Sacra Corona Unita, Alberto Lorusso dichiarò sul sacerdote testuali parole: “Ciotti, Ciotti, possiamo pure ammazzarlo, è come Don Puglisi, sembra proprio una stampa e  una figura che somiglia molto a padre Puglisi.

Nonostante le minacce, il sacerdote si è sempre dichiarato fedele al Vangelo, per la sua federlàt giungerà la solidarietà dell’arcivescovo di Torino il monsignor Cesare Nosiglia, il quale ha dichiarato di essere orgoglioso e riconoscente di avere tra i suoi sacerdoti un elemento così radioso.

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Nonostante la sua battaglia alla mafia, verrà sostenuto in ogni modo nel suo importante lavoro. Proprio per la sua fedeltà al Vangelo e il suo modo di combattere le mafie, il sacerdote ha promosso un percorso educativo contro ogni forma di giustizia e corruzione.

La sua azione ha salvato diversi giovani dal degrado e dal disagio sociale, la lotta alla criminalità organizzata e la cura di ogni forma di dipendenza, sono il fuoco che alimenta la sua voglia di denunciare le ingiustizie e i soprusi che accadono nelle strade.