Fumare in spiaggia | Attenzione a dove vai: se ti beccano il verbale è pesantissimo

Il gesto di fumare in spiaggia è molto contestato. In alcune località, però, è severamente vietato: massima attenzione

Fumare in spiaggia
Fumare in spiaggia (Pixabay)

La vacanza al mare è, per molti italiani, d’obbligo. Dopo un intero anno di lavoro, impegno e sforzi, solo il mare può portare il corpo e la mente a uno stato di relax necessario, per affrontare un nuovo anno. Le ferie, infatti, sono per molte persone un’occasione per lasciarsi completamente andare e non è il periodo per fare molti sforzi, soprattutto nuovi.

Uno dei gesti più compiuti proprio durante i momenti di relax, quello di fumare, può però comportare pesanti conseguenze per il portafoglio. In alcune località, infatti, è severamente vietato in spiaggia: fate molta attenzione a dove siete, il verbale potrebbe essere pesante.

Fumi in spiaggia? Attenti a queste località

Fumare in spiaggia (Pixabay)

In Italia non esiste una vera e propria legge che vieta ai cittadini, in quelle libere o organizzate, di fumare in spiaggia. In realtà, però, questa scelta è spesso presa dai Comuni e dai privati gestori dei lidi, che decidono per questa scelta definitiva in modo da tutelare l’ambiente e i propri clienti. Nelle località balneari in cui le autorità hanno optato per questa norma, quindi, è severamente vietato fumare sia nelle spiagge libere che in quelle attrezzate.

L’obiettivo è quello di tutelare sia l’ambiente, che i cittadini. Le località marittime, infatti, devono fare i conti con un’invasione di rifiuti, durante i periodi estivi: carte di gelati, giochi abbandonati e plastiche varie sono i principali problemi. L’abbandono della pratica delle sigarette consente ai gestori di limitare almeno uno degli agenti inquinanti dei propri territori, nonché di tutelare la salute dei propri clienti.

Le regioni in cui alcuni comuni hanno preso questa drastica scelta non sono affatto poche. Si tratta della Sardegna (Olbia, Sassari, Stintino, Cabras e l’intera Costa Smeralda), la Sicilia (Capaci, Lampedusa e Linosa) e della Puglia (Manduria e Porto Cesareo) per quanto riguarda le isole e il Sud. Nel centro Italia, invece, è vietato in Abruzzo (Alba Adriatica), nel Lazio (Anzio, Ladispoli, Ponza, Sperlonga, Gaeta, Fiumicino e Torvaianica) e nelle Marche (Pesaro, San Benedetto del Tronto, Sirolo).

Ulteriori divieti ci sono poi in Liguria (Arenzano, Lerici, Sanremo e Savona), in Veneto (Bibione e Chioggia) e in Emilia-Romagna (Cesenatico, Ravenna e Rimini). La sanzione, in caso di infrazione, può andare dai €25 sino a €500, con il consueto sconto del 30% se la si paga entro cinque giorni.