Un noto marchio di cialde e capsule compatibili con Nespresso sono state ritirate dal mercato per sospetta tossicità.
Il rito del caffè rappresenta uno step fondamentale per milioni di italiani, soprattutto al mattino, e garantisce un power-up determinante per mettere in prospettiva l’intera giornata.
Da decenni nelle case di tutto il mondo sono comparse le macchine per il caffè, in sostituzione alla più tradizionale caffettiera. Il consumatore deve solamente procurarsi una scorta di capsule o cialde compatibili, provvedere alla normale manutenzione, e il gioco è fatto!
Nelle ultime ore, però, una nota azienda produttrice di capsule compatibili con i dispositivi Nespresso ha ritirato in via precauzionale un lotto di cialde di caffè. Un recente test ha infatti evidenziato una potenziale contaminazione da ocratossina A oltre i limiti stabiliti dalla legge.
L’allerta è stata diramata dalla nota azienda Consilia, e riguarda solo alcuni lotti della sua linea di produzione.
L’ocratossina A è una micotossina prodotta naturalmente da alcune muffe, ma può rivelarsi deleteria per la salute dei consumatori. L’EFSA ha dichiarato infatti: “Dall’ultima valutazione del 2006 sono emersi nuovi dati che indicano che l’OTA può essere genotossica poiché danneggia direttamente il DNA. Gli esperti hanno confermato che può essere anche cancerogena per il rene. Pertanto gli esperti hanno calcolato il cosiddetto margine di esposizione (MOE). Si tratta di un calcolo utilizzato dai valutatori del rischio per analizzare possibili timori in termini di sicurezza derivanti dalla presenza in alimenti e mangimi di sostanze sia genotossiche sia cancerogene.“.
I lotti potenzialmente contaminati sono stati prodotti dall’azienda Caffè Trombetta Spa nello stabilimento di via Castelli Romani 132, a Pomezia (Roma). Ecco i riferimenti:
Come spesso accade, l’azienda produttrice riesce a ritirare solamente i prodotti invenduti dagli scaffali: consigliamo quindi di controllare scrupolosamente le vostre scorte di cialde compatibili con Nespresso. Se rilevate la presenza dei prodotti indicati in dispensa, riportatele tempestivamente al punto vendita, in modo da ottenere il dovuto rimborso.
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