“Morta” da 10 anni torna in vita per un esame del sangue

Storia incredibile quella che ha visto protagonista una donna torinese. Quando ha dovuto fare gli esami del sangue, ha scoperto l’amara verità: era morta

Nessuno si sognerebbe mai di scoprire la propria stessa morte. Solitamente, infatti, è difficile raccontare di qualcuno che ha scoperto di essere morto: quando accade non ci si rende neanche conto, se si è protagonisti dell’evento. Diversamente, si può essere spettatori di morti altrui, ma non è questo il caso.

Scopre di essere morta: shock
Donna in shock: ha scoperto di essere defunta (ck12.it)

Ci sono storie, invece, dove l’assurdo accade e l’incredibile diventa concreta realtà. Sono vicende destinate a diventare famose e ad essere raccontate da tutti, per la loro insolita successione di eventi. A una donna di Torino è accaduta proprio una delle vicende più incredibili e più scioccanti che possano mai coinvolgere una persona: era morta.

Donna scopre di essere morta: tutto per un tampone

Si trova in provincia di Torino la protagonista di questa vicenda. Isolata a causa del Covid-19, che da due anni a questa parte ha sconvolto la quotidianità di chiunque, la cittadina di Grugliasco si è trovata a chiamare il proprio medico per verificare la propria situazione e per scoprire se si fosse negativizzata, dopo giorni e giorni di positività.

Il suo medico curante, nel prenotarle l’esame, ha però fatto un’assurda scoperta: la sua paziente non risultava più in vita dal 2011. “L‘unica soluzione sarebbe stata andare di persona all’ASL per farmi riconoscere. Cosa evidentemente impossibile, essendo io in isolamento” ha detto durante l’interrogazione annunciata dal Consigliere Regionale Silvio Magliano.

Tampone di Covid-19: l'ha scoperto quando l'ha chiesto
tampone covid-19: richiesta all’ASL (ck12.it)

La data del presunto decesso è quella del 18 ottobre 2011, anche se la donna è viva e vegeta. L’unica soluzione per risolvere questo piccolo inconveniente sarebbe stata quella di recarsi personalmente all’ASL per sincerare le autorità del proprio stato di vita: al momento dei fatti, però, l’Italia si trovava in isolamento e le persone non potevano uscire per recarsi liberamente dove desideravano.

Vaccinata ma in mutua, la protagonista di questa storia ha quindi delegato il figlio con una delega ufficiale e tutti i documenti del caso, così da cercare di risolvere questo piccolo problema e testimoniare la propria vita. Una storia incredibile, che ha fatto il giro dei maggiori quotidiani italiani e che sicuramente la protagonista torinese racconterà ancora e ancora: sebbene i miracoli relativi ai resusciti siano appannaggio del religioso, sembra che l’ASL della città piemontese stia provando a fare pratica.