Italia in crisi, tutto sulle spalle dei cittadini

Il 2023 si apre nel peggiore dei modi. I rincari hanno travolto molti settori della vita quotidiana e gli italiani si apprestano a vivere mesi difficili

La pandemia, che ha stravolto il mondo intero nei primi mesi del 2020, ha portato con sé conseguenze inimmaginabili. Oltre a quelle dal punto di vista sanitario, infatti, anche sul piano lavorativo ed economico l’impatto è stato travolgente. A peggiorare la situazione, poi, la guerra scoppiata nel 2021 tra Russia e Ucraina: ad oggi, per gli italiani il 2023 si prospetta molto caro.

Uomo disperato
Crisi economica: problemi per gli italiani (ck12.it)

I primi giorni del 2023 hanno infatti disegnato uno scenario poco promettente, a livello economico. I rincari stanno travolgendo ogni settore e, soprattutto, riguardano gli ambiti dove è più difficile fare rinunce: carburanti, mezzi pubblici e bollette sono tra le spese irrinunciabili di ogni famiglia. Ecco la situazione.

2023 e rincari: la situazione è amara

Con l’apertura del 2023 sono arrivate le prime stime di quanto gli italiani dovranno spendere: la stangata si aggira intorno ai 2400 euro per famiglia. Secondo l’associazione dei consumatori, infatti, dopo l’aumento dei pedaggi autostradali già avvenuto a luglio, ci saranno rincari anche per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, come i biglietti per il bus o la metro. A Napoli, per esempio, il biglietto è già salito da 1 euro a 1.20, mentre a Milano dal 9 gennaio costerà ben 2.20 euro, con un aumento di 20 centesimi. Anche nelle città più piccole, però, avverrà la stessa cosa: a Ferrara il costo del biglietto del pullman passerà da 1.30 a 1.50.

Risparmiare
Crisi economica: aumenti in tutti i settori (ck12.it)

I pedaggi autostradali, invece, dal 1° gennaio sono aumentati del 2% e dal 1° luglio 2023 saliranno ulteriormente dell’1,34%, con l’eliminazione degli sconti fiscali sul carburante. Il pedaggio da Roma Sud a Milano Ovest, per esempio, salirà dai 46 euro del 2022 ai 47,3 di oggi, per raggiungere i 48 a luglio. In merito ai carburanti, poi, Assoutenti stima un aggravio di spesa di 366 euro annui a famiglia. Rispetto al 30 dicembre, infatti, il carburante è già aumentato di 20 centesimi e le accise si sono alzate.

Sommando tutti i rincari che quindi si stanno palesando in questi primi giorni di 2023, il Codacons stima una stangata di 2.435 euro annui a famiglia. La cifra, inoltre, non tiene conto dei possibili aumenti delle bollette di luce e gas, eventualità tutt’altro che rara. La situazione, quindi, si mostra dura e difficile e accende un forte dibattito politico, soprattutto in merito alla gestione della crisi da parte del governo Meloni. Dal 1° gennaio, in ogni caso, sul sito del Ministero dell’Economia si può richiedere la Carta Acquisti che consente ai cittadini di età superiore ai 65 anni e ai genitori di bambini sotto ai 3 anni di ottenere un contributo di 80 euro ogni due mesi.