Gianluca Vialli e Roberto Mancini: dolore, gioia e ritorno

Per tante stagioni Gianluca Vialli e Roberto Mancini hanno formato in campo una coppia straordinaria, in grado di compiere imprese che resteranno nella storia.  

Gianluca Vialli se n’è andato troppo presto. Da cinque anni combatteva contro un tumore al pancreas e dopo una parentesi felice, in cui si pensava che il terribile male fosse finalmente sconfitto, l’ex giocatore della Sampdoria, della Juve e della Nazionale ha avuto una ricaduta con un epilogo che ha gettato nello sconforto il mondo dello sport italiano.

Vialli e Mancini: gemelli del gol alla Sampdoria
Vialli e Mancini, i gemelli del gol – Foto : Ansa

Vialli si è spento a Londra, dove era ricoverato, all’età di 58 anni. Una notizie terribile per i suoi ex compagni di squadra a cominciare da Roberto Mancini, attuale allenatore della Nazionale.

I due ‘gemelli del gol’, come vennero ribattezzati quando vestivano assieme la maglia della Sampdoria, hanno scritto pagine indimenticabili della storia del calcio italiano, vincendo tanto con una squadra che divenne in poco tempo una delle più forti d’Europa.

Gianluca Vialli e Roberto Mancini, una storia di grandi successi 

Nato a Cremona nel 1964, Gianluca Vialli scese in campo vestendo i colori della sua città dal 1980 al 1984. La stagione successiva venne acquistato dalla Sampdoria dove ha disputato otto stagioni indimenticabili. Fu allora che il suo destino incrociò quello di Roberto Mancini, altro giovane talento già inserito nella rosa della squadra blucerchiata.

Gianluca Vialli era un attaccante di razza, forte fisicamente e tecnicamente. Roberto Mancini era un numero 10 dalla classe sopraffina. I due giovani calciatori sembravano fatti per giocare assieme. Poi arrivò l’uomo che cambiò per sempre le vite di entrambi. L’allora presidente della Samp, Paolo Mantovani, ingaggiò nel 1986 l‘allenatore serbo Vujadin Boskov.

Vialli e Mancini all'Europeo 2020
Vialli e Mancini festeggiano la vittoria dell’Europeo 2020 – Foto;: Ansa

Boskov fu bravissimo a valorizzare i due giovani talenti e grazie agli investimenti di Mantovani, che portò a Genova tanti altri grandi giocatori, riuscì a ottenere risultati  straordinari, forse ineguagliabili per una piazza come quella genovese.

Le stagioni dal 1986 al 1992 sono indimenticabili e ricche di trofei. Grazie ai gol di Gianluca Vialli, 141 in 328 presenze, e gli assisti di Mancini, la Sampdoria riuscì a riempire una bacheca fino ad allora vuota. La Samp vinse tre tre Coppe Italia nel 1985, 1988 e nel 1989. Sempre nel 1989 i blucerchiati arrivarono in finale di Coppa delle Coppe, dover però vennero sconfitti dal Barcellona.

Ma si rifecero l’anno dopo, aggiudicandosi lo stesso trofeo nella finale di Goteborg contro l’Anderlecht. La squadra italiana vinse 2 a 0 con doppietta di Gianluca Vialli. Nella stagione 1990-1991 la Sampdoria dei due gemelli del gol compie il capolavoro aggiudicandosi lo Scudetto, superando squadroni come il Milan di Sacchi, il Napoli di Maradona e l’Inter dei tedeschi.

Nel stagione successiva la Samo vince la Supercoppa italiana, poi Vialli e Mancini mancano per un soffio la vittoria più prestigiosa e più desiderata. Quella Sampdoria era così forte che riuscì a raggiungere la finale di Coppa dei Campioni 1992, dove incontrarono ancora una volta il Barcellona. Purtroppo i blucerchiati non furono fortunati, dopo aver sprecato tante occasioni da rete, persero la gara ai supplementari per un calcio di punizione di Ronald Koeman.

L’anno seguente la strade di Vialli e Mancini si separarono. L’attaccante della nazionale fu acquistato dalla Juventus, dove nel 1996 riuscì finalmente a conquistare la tanto agognata Coppa dei Campioni nella finale di Roma contro l’Ajax.

In Nazionale, da giocatori Gianluca e Roberto non sono riusciti a togliersi grandi soddisfazioni. Ci sono riusciti tanti anni dopo, aggiudicandosi gli Europei 2020, Mancini come allenatore degli Azzurri e Gianluca come capo delegazione della Nazionale. Il loro abbraccio e le lacrime di gioia dopo i rigori vincenti contro l’Inghilterra sono il simbolo di quella vittoria insperata. L’ultima per Gianluca Vialli, la cui scomparsa lascia un vuoto immenso nel cuore dei tifosi e di tutti quelli che lo hanno conosciuto, sia come uomo che come sportivo.

Articolo di Michele Lamonaca