Vicenda incredibile quella che ha coinvolto un madre e una figlia. Dopo l’incidente, tutto è stato vano: scomparse a poche ore l’una dall’altra
Il legame che si instaura tra mamma e figlia è qualcosa che sfida il tempo e lo spazio. Viscerale e indescrivibile, questo rapporto è uno dei più unici e importanti che una donna possa vivere: insieme a quello per la sua famiglia intera, l’amore per la mamma o la figlia rimane immutato negli anni.
Proprio a causa del viscerale amore che li lega, si dice che nessun genitore mai dovrebbe riuscire ad assistere alla morte del proprio figlio: la natura, infatti, vorrebbe che ad andarsene fossero prima i genitori e che tutto procedesse secondo quest’ordine. A volte, però, anche la sorte decide di scombinare le carte: per questa famiglia, per esempio, il dolore è atroce.
L’assurda e drammatica vicenda è accaduta a Frosinone, presso l’ospedale Spaziani. Sabato pomeriggio, infatti, hanno qui perso la vita Rossella Boi, di 78 anni e la figlia Sara Palmiero, di 47. Decedute a poche ore una dall’altra per cause diverse, la loro storia è decisamente straziante. Sara Palmiero, infatti, era una commessa ed arbitro di calcio: nella giornata di sabato si è sentita male e, nonostante i soccorsi chiamati dal compagno, per lei non c’è stato niente da fare.
Solo poco più di un anno fa, Sara aveva avuto un grave incidente. A bordo di una Smart, infatti, era stata travolta da un tir ed era sopravvissuta per miracolo, riportando però gravi conseguenze a livello fisico. Aiutata e sostenuta dal compagno, sempre di fianco a lei, il malore di sabato le è stato fatale: “Ti ho sempre detto andrà tutto bene, adesso sono due giorni senza di te, e sono distrutto” ha scritto proprio il compagno.
Nello stesso ospedale dove è stata ricoverata Sara, che poi ha perso la vita, era in cura anche Rossella, sua madre, a causa di una grave patologia. Poche ore dopo la scomparsa della figlia, però, anche lei se n’è andata, gettando la famiglia nello sconforto più totale. Una vicenda incredibile e ai limiti del credibile che, però, descrive ancora una volta come il viscerale legame tra madre e figlia si spinga oltre ogni limite terreno: per Rossella, forse, il dolore della morte della sua Sara è stato troppo da sopportare.
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