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Grande lutto nel mondo della musica | Perché ricorderemo Jeff Beck?

Published by
Michele

Non è solo il mondo dello sport a dover fare i conti con un serie di tristi lutti. Anche la musica in queste ore piange un artista di straordinaria importanza, scomparso per una meningite batterica

Strappato alla vita improvvisamente a causa di una meningite batterica contratta poco tempo prima. La notizia è stata tristemente data dalla sua famiglia, che sta cercando di elaborare una “tremenda perdita” e che, per tale ragione ha chiesto privacy in queste ore difficili e strazianti.

Jeff Beck è morto (ck12.it)

Ma sono già in centinaia gli artisti dell’intero mondo della musica che hanno reso omaggio a colui che è considerato uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi nonché tra i pionieri della chitarra rock, famoso non solo per gli innumerevoli successi e collaborazioni nel corso della sua lunghissima carriera; ma anche per un celebre rifiuto ai Rolling Stones: “Dissi di no: sarei diventato ricco ma non felice”, raccontò di quel periodo della sua vita.

Un lutto improvviso scuote il mondo della musica: addio a Jeff Beck

Stiamo ovviamente parlando di Jeff Beck, un vero sperimentatore in musica. Colui che è considerato tra i più grandi innovatori dello strumento che ha dato forma al rock, aprendo la strada anche ad uno dei sottogeneri che hanno fatto scuola, il jazz rock, ma gettando anche le basi per l’heavy metal e lo psychedelic rock. A ricordare una carriera tanto ricca ci sono i riconoscimenti, ben otto i Grammy ricevuti, ai quali si affianca l’Ivor Novello ricevuto da Beck per il suo eccezionale contributo alla musica britannica. E come dimenticare la Rock and Roll Hall of Fame, che raccoglie tutti i musicisti che hanno scritto la storia e nella quale è stato inserito sia come artista solista che come membro degli Yardbirds.

Morto Jeff Beck, perché lo ricorderemo?

Il colpo di fulmine per la chitarra arrivò durante l’adolescenza, ma già da bambino Jeff cantava nel coro della chiesa. L’esordio vero e proprio è arrivato poco dopo aver frequentato a Londra la scuola d’arte: cominciò infatti a suonare con gli Screaming Lord Sutch ma non molto tempo dopo venne raccomandato da Jimmy Page come sostituto di Eric Clapton negli Yardbirds e questo segnerà di fatto l’avvio di una incredibile carriera. Ed il tutto nell’arco di soli venti mesi di permanenza nella band. Indimenticabile è il suo esordio solista, un album che è una miscela di vari generi che vanno dal blues alla psichedelica con intarsi folk: stiamo parlando di Truth, un disco uscito nel 1968 e considerato oggi una pietra miliare della musica.

Jeff Beck ci ha lasciato: grave lutto (ck12.it)

Dopo la grande paura vissuta negli anni ’70 in seguito ad un grave incidente stradale che gli costò la frattura del cranio Beck dà il via ad un periodo colmo di sperimentazioni in musica, avvicinandosi al jazz, incontrando John McLaughlin e rifiutando di entrare nei Rolling Stones in sostituzione di Mick Taylor per concentrarsi sulla sua carriera. Attività purtroppo rallentata da un problema di salute, l’acufene, che lo porterà a rilasciare solo una manciata di progetti tutti, però, di enorme importanza dal punto di vista della ricerca e della sperimentazione.

L’ultimo progetto di Jeff Beck

Tra gli altri momenti indimenticabili vi sono le esibizioni con Eric Clapton, Sting e Phil Collins, il suo disco solista Flash del 1985, dando forma ad uno dei brani, People Get Ready, realizzato in collaborazione con Rod Stewart, grazie ai quali conquisterà le classifiche di mezzo mondo.

Dal 2000 in poi innumerevoli sono state le sue esibizioni accanto ad artisti di calibro internazionale come Joss Stone e Kelly Clarkson. Prima di lasciarci a 78 anni, gettando i fan nella dolorosa consapevolezza di aver perso un artista immenso, Jeff Beck ha collaborato con Johnny Depp alla realizzazione dell’album 18, uscito nel 2022 e contenente diverse canzoni originali scritte dall’attore oltre ad una serie di cover di brani classici.

Articolo di Daniele Orlandi

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