Andrea Kimi Antonelli racconta i test di Barcellona, la nuova Mercedes e le sensazioni su una Formula 1 che cambia volto.
È l’inizio di un’era. Andrea Kimi Antonelli lo ripete senza enfasi, ma con la lucidità di chi sa che davanti a sé non c’è solo una stagione nuova, bensì un campionato che costringe tutti a ricominciare da capo. Regolamenti riscritti, monoposto profondamente diverse, motori che cambiano filosofia. Cambia la Formula 1, e con lei cambia anche il modo di interpretarla.

Il diciannovenne bolognese, al volante della nuova Mercedes, non nasconde l’ambizione. Vincere resta l’obiettivo finale, ma il percorso passa da una fase obbligata: comprendere fino in fondo queste vetture. I test di Barcellona sono stati il primo vero banco di prova. “Sono stati fondamentali”, ha spiegato Antonelli a margine della presentazione ufficiale della monoposto. Il lavoro della squadra è stato intenso e i riscontri iniziali incoraggianti, anche se il quadro resta inevitabilmente incompleto. Nei test, lo sa chiunque frequenti questo mondo, i riferimenti sono sempre relativi: carichi di benzina, mappature motore, programmi nascosti.
Per questo, sottolinea Antonelli, sarà necessario attendere le prossime sessioni in Bahrain e soprattutto il debutto stagionale a Melbourne per capire davvero dove si colloca la Mercedes rispetto agli altri. Una cautela che non cancella le sensazioni positive: il feeling con la macchina c’è, ed è un segnale che pesa.
Kimi Antonelli, tra impressioni tecniche e primi verdetti
Osservando i rivali, però, qualcosa ha già colpito l’attenzione del giovane pilota italiano. In particolare la Red Bull, che affronta una trasformazione delicata diventando costruttore anche sul fronte della power unit. Un passaggio complesso, che Antonelli ammette di aver sottovalutato: il motore è apparso subito competitivo e affidabile, con molti giri completati senza intoppi. Un segnale forte.
Anche la Ferrari ha dato l’impressione di partire con il piede giusto. Tanti chilometri macinati, buona affidabilità e una presenza costante in pista che non è mai banale in questa fase dell’anno. Qualche difficoltà in più, invece, per la McLaren, almeno sul piano operativo, pur con una vettura che a livello dinamico sembra avere basi solide.
Ma il punto centrale, per Antonelli, resta il comportamento delle nuove monoposto. La potenza è definita “impressionante”, soprattutto per l’impatto dell’elettrico sull’accelerazione. L’erogazione è più brusca, la gestione della batteria diventa decisiva e introduce scenari inediti: dopo la spinta iniziale, la potenza elettrica cala e la vettura tende a “plafonare”, se non addirittura a perdere velocità. Un fenomeno che cambia i riferimenti, curva dopo curva, e che varierà molto in base alla lunghezza dei rettilinei. Un territorio nuovo per tutti, piloti compresi.
L’inverno è stato importante anche sul piano personale. Antonelli ha avuto tempo per riflettere sulla stagione precedente, per metabolizzare errori e progressi. L’esperienza accumulata nel 2025, racconta, lo rende oggi più preparato: conosce meglio l’ambiente, le pressioni, le dinamiche di un top team. E si sente pronto.
L’obiettivo non cambia mai: essere il migliore ogni volta che scende in pista. Ma insieme alla crescita sportiva arriva anche quella privata. Da poco Antonelli vive da solo. Una novità che racconta con semplicità, parlando di lavatrici, pulizie e responsabilità quotidiane. Piccoli dettagli, forse, ma rivelatori di una maturità che avanza in parallelo alla carriera.





