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Politica

TikTok e WeChat, l’affondo di Donald Trump: “Vendete o li chiudo”

Published by
Giovanni Cardarello

Parte da TikTok e WeChat la battaglia elettorale di Donald Trump

“Tanto tuonò che piovve” dice il proverbio e, non è difficile, applicare questo detto dei vecchi saggi alla battaglia, politica, economica e, soprattutto, elettorale che il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha posto in essere verso i popolari Social Network, di matrice cinese, TikTok e WeChat Ecco cosa succede.

La spina nel fianco

La storia è nota, ma vale la pena ricordare i dettagli principali. TikTok, social network della compagnia cinese ByteDance, nasce nel settembre 2016 e nel breve volgere di 4 anni è diventato, di fatto, l’anti-Facebook. Popolarissimo tra i giovani e odiatissimo al tempo stesso dall’establishment USA. E’ poco controllabile, è molto diffuso e, al tempo stesso, sempre secondo le fonti governative statunitensi, mette a rischio la sicurezza nazionale. A gettare benzina sul fuoco, la scorsa primavera, l’assalto a TikTok da parte di Bill Gates, nemico giurato del Presidente che, con la sua Microsoft, ha formulato un’importante offerta di acquisto. L’affare era molto vicino alla chiusura, finché a fine luglio, sulla trattativa è entrato a gamba tesa proprio Donald Trump.

Vendete o chiudete

Il presidente Usa nei giorni scorsi ha formulato due minacce molto nette e pesanti ai proprietari di TikTok. In primis di oscurare in tutto il territorio nazionale l’accesso al social network nel caso in cui non siano fornite al Dipartimento della Sicurezza Nazionale tutti i dati raccolti. In secundis, qualora la cessione a Microsoft sia completata, di versare nella casse del Tesoro USA una parte del ricavato. Durissima la reazione del Ministro degli Esteri della Cina che ha definito l’azione come “bullismo”. Trump non si è minimamente scosso, anzi. Nella notte italiana il Presidente USA, ha firmato il decreto con cui vieta a TikTok, entro 45 giorni, di operare negli USA se ByteDance, non la venderà. Nel decreto è finita, suo malgrado, anche l’applicazione di messaggistica istantanea WeChat, servizio di proprietà della Tencent Holdings Limited anch’essa operante in Cina.

La battaglia politica

Da segnalare, infine, che ieri il Senato degli Stati Uniti, a maggioranza repubblicana, il partito che sostiene Donald Trump, ha votato per vietato l’installazione di TikTok su tutti i device dei funzionari dell’Unione. Il disegno di legge ora deve passare alla Camera dove la maggioranza è del Partito Democratico. Non è difficile prevedere un grandissimo show elettorale. Nel frattempo il valore commerciale di TikTok è sceso di quasi il 4% mentre la Tencent ha perso il 6% alla Borsa di Hong Kong. Nulla viene per caso.

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