Cassa Integrazione, chiesti 28 miliardi di prestito all’Europa: come funziona

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Cassa Integrazione il Governo chiede il prestito all’Unione Europea

Cassa Integrazione

L’approvazione del cosiddetto decreto Agosto da parte del Governo guidato da Giuseppe Conte, porta in se tutta una serie di misure economiche urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia dell’Italia, tra queste, una in particolare, era attesa dal mondo del lavoro, quella relativa alla Cassa Integrazione. Vediamo nel dettaglio cosa è stato deciso.

Come funziona

Come detto, uno dei punti salienti del decreto Agosto prevede il rinnovo per altre 18 settimane, a partire dal 13 luglio, della cassa integrazione erogata con la causale: “Covid-19”. Le 18 settimane in questione non potranno però essere utilizzate in maniera indiscriminata. Occorrono alcuni requisiti. Nel dettaglio: potrà essere utilizzata solo fino al 31 dicembre 2020; potranno accedervi solo le aziende che hanno subito un perdita di fatturato superiore al 20%. Saranno erogate secondo lo schema del “nove più nove”, in pratica solo la seconda parte sarà gratuite. Chi accede all’istituto non potrà licenziare il dipendente fino a tutta la durata della cassa integrazione. Le aziende prive di questi requisiti, che faranno richiesta della cassa integrazione, dovranno pagare una tassa, un ticket, che varia dal 9 al 18% a seconda della perdita del fatturato.

La lettera all’Unione Europea

Ma come riuscirà il Governo a coprire questa misura ? La risposta la danno in una nota di stampa, diffusa in giornata, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Roberto Gualtieri, e la Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo. I due titolari di dicastero, infatti, fanno sapere di aver inviato all’Unione Europea una lettera ufficiale per richiedere l’attivazione del SURE, acronimo di Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency. Si tratta del prestito messo a disposizione Commissione europea, guidata da Ursula Gertrud von der Leyen, dopo laboriosissima trattativa. L’obiettivo è quello di limitare al massimo il rischio di disoccupazione in Italia a seguito delle diffusione della pandemia da coronavirus Covid-19 e i relativi danni economici che ne sono derivati.

 

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