Incidente a Castelmagno nel Cuneese: morti 5 ragazzi. Erano troppi in auto

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Tragico incidente a Castelmagno nel cuneese

Incidente Castelmagno

E’ di cinque morti, e quattro feriti, il tragico, drammatico, inaccettabile bilancio dell’incidente occorso nella notte a Castelmagno, in Valle Grana, nel Cuneese. Ad aggravare, se possibile, la situazione il fatto che quattro dei cinque ragazzi deceduti hanno un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni. Ecco come si è scatenato l’inferno.

Una gita trasformata in tragedia

E’ una bella notte d’estate in prossimità del rifugio Maraman nel territorio di Castelmagno, un comune in Provincia di Cuneo di appena 61 abitanti suddivisi tra le frazioni di Campomolino, Chiappi, Chiotti, Colletto, Einaudi e Nerone. E’ una delle ultime notti giuste per vedere le perseidi di San Lorenzo e, un gruppo di ragazzi, decide di muoversi in direzione dell’Alpe Chastlar il miglior punto panoramico della zona per osservare il cielo stellato. Incautamente, i ragazzi, decidono di muoversi in nove a bordo di un Land Rover Defender omologato per sei posti. Durante la marcia accade l’inferno.

La dinamica del dramma

Alla guida c’è il giovane Marco Appendino di 24 anni, con lui come detto nove persone. La strada è quella classica di montagna, percorsa e ripercorsa centinaia di volte. Ma questa notte qualcosa va storto. Secondo quanto riportato dalle ricostruzioni vocali fornita dai soccorritori, durante il tragitto di ritorno Appendino avrebbe perso il controllo dell’auto nei pressi di un tornante. L’auto è precipitata per oltre cento metri all’interno di una scarpata che conduce alla grange Tibert. I ragazzi sono stati tutti sbalzati fuori dall’abitacolo causando la morte, immediata, del giovane conducente e di quattro ragazzi minori: i fratelli N.M ed E.M. di 17 e 11 anni, la giovane C.B. di 16 anni e il giovanissimo S.G di 14 anni. Accanto a loro, feriti e straziati dal dolore, altri quattro giovani due dei quali, di 24 e i 17 anni, hanno riportato gravi lesioni vertebrali e sono stati trasportati, in codice rosso, presso gli ospedali Cto di Torino e Santa Croce di Cuneo. Dalle prime informazioni raccolte dai cronisti locali e dalle agenzie di stampa quasi tutti i ragazzi erano in villeggiatura in borgata Chiotti.  

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