Gianna Nannini, un dramma dietro al segreto della sua voce

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:04
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Perché Gianna Nannini ha un timbro vocale così particolare? Un dramma dietro al segreto della sua voce e un passato fatto di molti eccessi.

(Instagram)

Non ci sono dubbi sul fatto che Gianna Nannini, protagonista dell’edizione 2020 della Notte della Taranta, festival dove torna dopo ben 16 anni, sia la voce rock femminile più nota in Italia e il cui successo è andato anche oltre confine. Artista fuori dagli schemi, non ha mai nascosto un passato turbolento. Spiegò a Vanity Fair: “La follia è un’altra cosa. Io l’ho sperimentata e ho sperimentato anche la schizofrenia. So cosa sono. Mi è capitato di morire e poi rinascere”.

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Il dramma di Gianna Nannini: l’incidente sul lavoro e l’abuso di droghe

Tra gli eccessi del passato, c’è l’abuso di droghe: “Tranne l’eroina, le ho provate tutte. Dalla cocaina, per un po’ di tempo, quasi quarant’anni fa, sono stata dipendente. Ero a Londra e ce la portavano in studio con la stessa semplicità con cui oggi ti consegnerebbero un panino. Non stavo mai senza, ci viaggiavo, ero del tutto incosciente”. Smise dopo un episodio particolare: “Un giorno vado in bagno e mentre scarto il sasso rosa, quello mi cade nel cesso. Lo vedo sparire nell’acqua e, mentre si scioglie lentamente e sto per metterci le mani dentro, mi dico: ‘Non posso fare questa cosa, non posso ridurmi così’. Ho smesso lì”.

Ma nella vita della cantante c’è un episodio drammatico, che però è probabilmente fondamentale. Dietro questo episodio, infatti, si nasconderebbe il segreto della sua voce roca. In un’intervista a ‘Domenica In’, ma anche in altre occasioni, Gianna Nannini ha infatti spiegato di aver lavorato da giovanissima per l’industria dolciaria del padre, nota a livello nazionale. Durante un turno, ebbe un incidente e perse due falangi delle dita: “Finirono nell’impasto dei dolci, ma nessuno li ha mangiati, li ritrovarono il giorno dopo, troppo tardi per riattaccarli. Cacciai un urlo terribile. La voce roca mi è venuta allora. Poi svenni…”.