“Contrattura e qualche dolore muscolare”, così l’Ospedale di Lipari aveva dimesso la giovane ventiduenne, Lorenza Famularo. In realtà c’era qualcosa di più, un’embolia polmonare, che il 23 agosto ha segnato il decesso della giovane .
Una tragedia che, con più attenzione, si sarebbe potuta evitare. Sin dal 14 agosto, la giovane lamentava forti dolori addominali e alla spalla ma in ospedale, dove si era recata più volte, i medici le avevano prescritto antidolorifici. Inutili, tanto che le sue condizioni si sono poi aggravate, fino al decesso.
Distrutti dal dolore, i familiari e amici di Lorenza, chiedono verità sulla morte della ragazza avvenuta in circostanze ancora poco chiare. Hanno presidiato la struttura sanitaria per tenere alta l’attenzione sul caso di Lorenza e sulle condizioni dell’ospedale. Reclamano, in particolar modo, che l’ospedale di Lipari sia attrezzato e reso efficiente in ogni reparto. Domani, mercoledì 2 settembre, è atteso nell’isola l’assessore alla Salute Ruggero Razza, che ha concordato la missione con il presidente Nello Musumeci su richiesta proprio di amici e parenti della ragazza, che spingono per avere giustizia.
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Nell’isola arriverà anche la commissione regionale Sanità dell’Assemblea siciliana per ascoltare personale e dirigenti dell’ospedale. Sulla morte della donna, l’Asp di Messina ha avviato una indagine amministrativa che ha portato alla sospensione cautelare di un infermiere, la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto ha aperto una inchiesta e il ministero della Sanità ha disposto l’invio di ispettori per verificare quanto accaduto.
Al funerale, tenutosi giovedì 27 agosto, l’intera comunità dell’arcipelago è stretta attorno a familiari e parenti. A fianco dei familiari anche Sandro Biviano, l’ambasciatore italiano per la lotta alla distrofia muscolare. Intanto, il segretario della Fials di Messina, Domenico La Rocca, in una nota inviata al direttore generale dell’Asp e all’assessore Razza è intervenuto a sostegno dell’infermiere sospeso dal lavoro, sottolineando che «l’ospedale di Lipari soffre da anni i tagli di servizi e reparti ».
«C’è da chiedersi – evidenzia il sindacato – se il provvedimento disciplinare nei confronti dell’ultimo anello della catena non sia una misura volta a coprire l’inefficienza del sistema e di chi lo ha governato in tutti questi anni».
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