Pino Pagano, il contestatore di Sanremo: “Volevo diventare famoso”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:02
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Pino Pagano salì alla ribalta delle cronache quando nel 1995 fece irruzione in diretta all’Ariston minacciando di lanciarsi giù

Pino Pagano

Era il febbraio del 1995 quando nel bel mezzo di una serata del Festival di Sanremo un uomo minacciò di lanciarsi da una balaustra: maglione a righe orizzontali, folta chioma nera e urla in sala. Tutto terminò nel migliore dei modi: il conduttore Pippo Baudo durante la diretta convinse Pino Pagano, l’uomo sulla balaustra, a scendere.

Ritornò la calma e la serata proseguì con la musica del concorso. Quella scena vista già chissà quante volte è diventata un momento storico della televisione italiana. Anzi, forse europea vista l’eurovisione dello show.

Oggi per rivedere un vecchio filmato basta cercare sul web ma per rivedere quella scena su uno schermo televisivo stasera basterà guardare techetechetè, il fortunatissimo programma Rai a costo zero che d’estate ripropone il meglio dal proprio archivio.

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Pino Pagano, dall’irruzione a Sanremo alla produzione di un album

Pino Pagano
Proteste durante Sanremo 2013 (foto web)

Ma chi era quell’uomo con il maglione? Si dissi un disoccupato disperato. Ma Pagano ha sempre precisato che un lavoro ce l’aveva: faceva le consegna con il suo furgone in Emilia disse due anni fa in un intervista per Fanityfair. E allora quel gesto? Solo per diventare famoso, affermò, e in un certo qual modo ci riuscì.

Dopo Pagano ci sono state varie contestazioni a Sanremo, come quando degli spettatori non volevano far svolgere a Maurizio Crozza il suo intervento o, ancora, come quando altri lavoratori interruppero Fabio Fazio nel 2013.

Ma qualcosa da quella situazione Pagano la guadagnò: 500mila lire che gli fece avere Baudo e la produzione di un disco con Umberto Maggi, l’ex bassista dei Nomadi.

Oggi Pagano vive con un polmone in meno a causa di un tumore. Una vita come le altre ma che per pochi secondi ha scritto un po’ di storia della televisione su uno dei palchi più ambiti.

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