Valeria Palumbo, chi è la scrittrice e storica italiana: carriera e curiosità

0
136

Chi è Valeria Palumbo, scrittrice e storica italiana: carriera e curiosità, dalla laurea in Scienze Politiche ai saggi e reading letterari.

(screenshot video)

Laureata in Scienze Politiche alla Sapienza di Roma, autrice di numerosi saggi sulla condizione femminile, Valeria Palumbo – giornalista e storica delle donne – è una delle maggiori conoscitrici della storia delle donne e dei loro diritti. Negli anni ha preso parte a decine e decine di incontri e conferenze, realizzando anche dei reading. Attualmente è è caporedattore Rcs ed è stata caporedattore centrale de L’Europeo e di Global Foreign Policy. Ha lavorato alla Gazzetta dello Sport e al Corriere della Sera.

Leggi anche –> Lutto per Sylvester Stallone: è morta sua madre Jackie

Chi è la scrittrice e storica Valeria Palumbo

Docente all’Università Carlo Bo di Urbino e tutor al Master di giornalismo dell’Università di Milano, Valeria Palumbo ha collaborato con giornali e riviste, siti internet, trasmissioni televisive. Tra queste, Quante storie in onda su Raitre in una fascia di tarda mattinata. Uno dei suoi saggi più interessanti è Geni di mamma. Storie di madri ingombranti per gli stravaganti, pubblicato nel 2013. Inoltre, ha pubblicato nel 2003 Prestami il volto, per edizioni Selene, vincitore del premio Il Paese delle donne nel 2006.

Altro testo molto interessante è L’ora delle Ragazze Alfa, vincitore Premio selezione Anguillara Sabazia città d’arte 2010. Tra i suoi scritti più recenti, Arte sostantivo femminile (Gam, 2015) ed E fummo liberi 1943-1945 (Sandro Teti editore, 2016). Inoltre, è tra le autrici de La signorina Kores (Enciclopedia delle donne, 2016). Valeria Palumbo è molto attiva dal punto di vista sociale ed è membro di AtGender, della Sis e della Sil. Ha condotto dal 2003 al 2006 le video-dirette della Rcs libri-Corriere della Sera. Tra le storie narrate nei suoi reading, quella di Matilde Serao, prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, a cavallo tra Ottocento e Novecento.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here