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Politica

Roma, sabato la Marcia della liberazione: ecco chi scende in piazza e perché

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Martina Di Cesare

I sovranisti scendono nuovamente in piazza. Attesa per sabato 10 ottobre la “Marcia della liberazione” a Roma. Ecco chi scende in campo e perché.

L’appuntamento è per sabato 10 ottobre, alle 14, in Piazza San Giovanni, a Roma. Gli organizzatori assicurano: “Visto che la manifestazione ha già ottenuto tutti i permessi si svolgerà in ogni caso”. Anche perché “la grande ampiezza della piazza scelta garantisce lo svolgimento regolare di una manifestazione popolare” si legge in un comunicato di qualche giorno fa.

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Marcia della liberazione: perché i sovranisti scendono in piazza

Sabato 10 ottobre in piazza San Giovanni, a Roma, a partire dalle 14 scenderanno nuovamente in campo i sovranisti. La “Marcia della liberazione” – questo il nome dato alla manifestazione – “vuole dare voce anzitutto alle categorie e alle classi sociali duramente colpite dalla crisi economica e dalle politiche liberiste del governo. Per chiedere che lo Stato faccia lo Stato, ovvero protegga e dia sicurezza alle classi subalterne” si legge sulla pagina ufficiale dell’evento.

Chiedono, pertanto, “la fine del neoliberismo” e vogliono “più Stato e meno mercato e che venga applicata la Costituzione del 1948”. Per fare in modo che tutto questo avvenga, a detta loro, “occorre una profonda svolta politica: via dunque il governo Conte e nuove elezioni subito”.

Su questa scia, i sovranisti hanno stilato anche una sorta di lista dei “comandamenti” che racchiudono meglio i loro principi: si va “dalla moneta sovrana in uno Stato sovrano”, al “controllo pubblico del sistema bancario e la nazionalizzazione delle grandi aziende strategiche”, dall’ “aumento dei salari e un reddito minimo di 1.000 euro per disoccupati”, alla “difesa delle piccole aziende” fino a una “sanità pubblica che tuteli la salute di tutti i cittadini, che garantisca la libertà di scelta terapeutica, unita ad una politica ambientale non di facciata, tesa alla sovranità ed alla sicurezza alimentare, che decreti intanto lo stop al 5G”.

Marcia della liberazione: sostenitori e partecipanti

Tra i sostenitori della manifestazione in programma sabato ci sono anche molti politici e vip. Primo fra tutti Diego Fusaro, filosofo e fondatore del partito Vox Italia e Sara Cunial, ex 5S e ora deputata appartenente al Gruppo Misto, nota in passato per le sue ferme idee No Vax.

Tra i vip, invece, troviamo Enrico Montesano, famoso attore romano con una breve ma intensa carriera politica, che non parteciperà in presenza sabato ma, in un video, ci tiene a specificare che sostiene l’iniziativa e condivide i dieci punti della “Marcia per la liberazione”.  “Se non riuscissimo a ottenere qualcosa con queste belle manifestazioni vuol dire che pacificamente dovremmo iniziare a fare un po’ di disobbedienza civile, pacifica senza molotov” scherza l’attore.

Rosita Celentano, anch’essa tra i sostenitori, in un video spiega: “È un’opportunità per ascoltare persone davvero competenti e oneste che ci raccontano del Paese e di come possiamo riprendere in mano questa matassa cosi ingarbugliata di questi ultimi decenni. Nei momenti difficili si deve cogliere l’occasione di fare un balzo in avanti e ora bisogna farlo”.

Ma sabato, in Piazza San Giovanni, scenderà anche il sindacato dei vigili urbani. In una nota congiunta, il Coordinamento Romano della UGL Polizia Locale e la Segreteria Provinciale di Roma della Ugl Autonomie hanno fatto sapere: “Oggi, pur senza sottovalutare, né minimizzare la pericolosità di una forma influenzale particolarmente aggressiva, riteniamo però come la stessa non possa, né debba essere gestita con continue reiterate quotidiane rinunce ai diritti di libertà, della persona e dei lavoratori od, ancor peggio, con l’introduzione di nuove regole difficilmente comprensibili a suon di pesanti sanzioni”.

“L’ “emergenza” non deve assumere il rischio di costituire alibi per l’incapacità di gestione del quotidiano e, pur senza voler abdicare ai doveri di chi veste un’uniforme, intendiamo manifestare in modo pacifico il nostro dissenso” conclude il comunicato congiunto.

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