Codacons, diffida alla Rai per il film di Chiara Ferragni: “E’ uno spot diseducativo”

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E’ ancora scontro tra Chiara Ferragni e il Codacons che, questa volta, minaccia azioni legali contro la Rai per la messa in onda di “Unposted”, il docufilm sulla vita dell’influencer. 

(Photo by Tristan Fewings/Getty Images)

Questa sera Rai2 manderà in onda alle 21.20 l’attesissimo Chiara Ferragni-Unposted, il film documentario sulla vita della nota influencer cremonese, presentato per la prima volta lo scorso anno alla Mostra del Cinema di Venezia. Il Codacons però non ci sta alla messa in onda del docufilm e minaccia azioni legali nei confronti dei vertici della Rai nel caso in cui il film dovesse essere confermato in prima serata.

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Chiara Ferragni – Unposted: il film-evento campione di incassi

Dopo le querele per la raccolta fondi organizzata dai Ferragnez in piena emergenza Coronavirus e la denuncia per “blasfemia e offesa al sentimento religioso” per la diffusione di un’immagine in cui la Ferragni appare raffigurata come una Madonna, il Codacons torna a scagliarsi contro la regina indiscussa di Instagram, aprendo una nuova polemica. Questa volta, sotto il mirino dell’associazione di Carlo Rienzi, finisce il documentario Unposted, che racconta la vita e la carriera della nota influencer di Cremona, nella top ten delle più pagate al mondo.

Il docufilm, in programma stasera alle 21.20 su Rai2, è stato presentato per la prima volta alla Mostra del Cinema di Venezia dello scorso anno. Distribuito al cinema per un breve lasso di tempo e in un ristretto numero di sale, il film su Chiara Ferragni ha fatto registrare un record di incassi nel nostro Paese. In tre giorni, sono stati 160mila gli spettatori che hanno pagato un biglietto per sapere di più sulla vita dell’influencer. L’incasso totale del film documentario è stato di 1,6milioni di euro, andando ad inserirsi nella storia del cinema italiano come la pellicola con più incassi e presenze della storia.

Le motivazioni del Codacons

Nonostante questo, il Codacons si oppone alla messa in onda del docufilm e, nella diffida inviata con urgenza all’Agcom, alla Rai e alla Commissione di Vigilanza, chiede la sospensione immediata della programmazione.

“Il documentario, come sottolineato dalla totalità dei critici, non è una opera cinematografica né artistica, ma solo un mega spot pubblicitario di carattere commerciale in favore di Chiara Ferragni e della sua attività imprenditoriale. Una pubblicità continua della durata di 80 minuti che la Rai, essendo servizio pubblico, non può assolutamente trasmettere, perché rischia di veicolare un messaggio di carattere commerciale a danno degli spettatori, peraltro diseducativo” si legge nel comunicato di Codacons.

“Trasmettere quello che i critici hanno definito ‘un film di propaganda nordcoreano’ – si legge ancora nel comunicato – violerebbe le più basilari norme del servizio pubblico, e darebbe via a inevitabili azioni legali contro la rete per i danni prodotti agli utenti finanziatori dell’azienda”.

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