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Roby Facchinetti, le lacrime dell’ex Pooh: “Troppi amici morti”

Published by
Gabriele Mastroleo

In un’intervista il cantante Roby Facchinetti racconta il dramma della sua città, le lacrime dell’ex Pooh: “Troppi amici morti”.

(screenshot video)

Bergamasco classe 1944, l’ex componente dei Pooh Roby Facchinetti non ha mai nascosto di aver vissuto in prima persona la sofferenza della sua città natale nei drammatici giorni del Coronavirus. Lo ha spiegato in una recente intervista a ‘Verissimo’: “La mia città non la riconosco più, non è più la stessa. A Bergamo quando la gente si incontra, si parla di questo”. Prosegue l’ex tastierista dei Pooh, che ha deciso di donare alla città di Bergamo una canzone: “Ti fa capire quanto queste ferite rimangano dentro di noi per tantissimo tempo. Ci sono famiglie decimate. Io stesso ho perso 7 persone, tra parenti e amici di famiglia. Non si capisce perché. E allora la mia città non è più la stessa, non la riconosco più“.

Leggi anche: Red Canzian: la lotta contro il tumore dell’ex Pooh

Canzone per Bergamo scritta da Roby Facchinetti: la rinascita di una città

Il cantante racconta il “terrore” di quelle settimane: “Eravamo barricati in casa. Ogni mattina andavo a prendere il nostro giornale e lì eravamo passati da mezza pagina di necrologi, a 12-13 pagine. E ogni volta che la sfogliavo, trovavo conoscenti e amici, perché Bergamo è un paesone, ci si conosce tutti”. Roby Facchinetti ha spiegato che il virus non ha fatto sconti: “Accadeva ovunque, in quasi tutte le famiglie. Questa è una bestia talmente incredibile che può colpire chiunque in qualsiasi momento”.

Dalla volontà di ricominciare è nata Rinascerò, rinascerai, il brano che Roby Facchinetti ha composto per la sua Bergamo e il cui ricavato andrà in beneficenza: “Nessuno riusciva a capire che cosa stesse accadendo. E proprio in questo momento di angoscia andai nel mio studio a casa e, suonando il pianoforte, volevo solo alleggerire questo dolore. E improvvisamente è nata Rinascerò, Rinascerai, che neanche io so come è arrivata e da dove. Avevo capito che era una melodia che mi stava facendo bene. Chiamai Stefano D’Orazio e gli dissi che volevo dedicare questo brano alla mia città”.

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