Oggi, 1 novembre 2020, l’Italia sta guardando, con terrore, la situazione della crescita della curva dei contagi della pandemia da coronavirus Covid-19 e teme di cadere in un secondo lockdown, forse peggiore, di quello di marzo-maggio, ma in Europa, anzi all’interno dell’Unione Europa c’è un Paese, la Svezia, che il lockdown non sa cosa sia e, leggendo in controluce, i dati sorge il dubbio che la strategia scelta non sia stata fallace. Vediamo il dettaglio.
Va detto che l’Italia è una nazione sei volte più grande, 60.360.000 gli abitanti della penisola e solo 10.230.000 quelli del paese scandinavo. Ma non è un valore assoluto da considerare. Stoccolma, la capitale svedese, ha una densità abitativa otto volte quella di Roma. Va aggiunto che gli investimenti del welfare state svedese sono sempre massicci e la storica strategia di garantire il cittadino “dalla culla alla tomba” è stata solo attualizzata ma non abbandonata. Quindi strutture sempre all’avanguardia.
Ma al netto di questo la strategia scelta dal premier svedese, il socialdemocratico Stefan Löfven, non sembra ad oggi essere perdente. La Svezia ai propri cittadini ha dato molte raccomandazioni e imposto solo due divieti: non avere il pubblico per gli eventi sportivi e le manifestazioni non devono superare le 50 persone. Il resto lo hanno fatto l’educazione civica, la non ospedalizzazione dei primi casi e soprattutto un controllo rigorosissimo sulle scuole e sui mezzi di trasporto pubblici. In numeri assoluti ad oggi la Svezia, dall’inizio della pandemia, ha 124.355 casi. I decessi sono 5.938 e i casi per milione di abitanti sono 12.300. La Svezia oggi, 1 novembre, è al 43° posto mondiale nella classifica dei contagi.
Ma è il confronto con l’Italia ad essere interessante da leggere. L’Italia ha 679.430 casi totali di contagio dall’inizio della pandemia. I decessi sono 38.618 ed i casi per milione di abitanti sono 11.278. Il nostro Paese è al 13° posto della classifica mondiale dei casi scoperti. Ma i numeri assoluti non spiegano totalmente la situazione. Ci sono due percentuali da leggere che danno lo stato effettivo dell’arte. In Svezia si è ammalato l’1,21% della popolazione mentre in Italia il dato è dell’1,12% ma è sui decessi e sul dato di mortalità che la strategia svedese del no lockdown ha portato risultati tangibili. In Svezia il tasso di mortalità di chi si ammala è del 4,77%, in Italia è del 5,68%. Ed è impietoso il raffronto nel dato percentuale di decessi rispetto alla popolazione complessiva: 0,058% la Svezia, 0,063% l’Italia. Numeri e percentuali che in vista del lockdown 2.0 andrebbero quanto meno tenuti in considerazione.
—>>> Ti potrebbe interessare anche Coronavirus, il Governo non sa quante persone hanno scaricato l’app Immuni
La BCE mantiene i tassi fermi tra incertezze geopolitiche e shock energetico. L'inflazione persistente e…
Questo articolo esplora la pressione e l'ansia nascoste dietro il sorriso dei calciatori, sottolineando l'importanza…
"Yoga Radio Estate 2026" torna su Italia 1, trasformando le hit estive in un rito…
Il cofanetto celebrativo del 30° anniversario di Berserk è disponibile su Amazon con uno sconto…
La Guardia Costiera USA sta cercando nuove tecnologie per individuare e intercettare i droni sottomarini,…
Scopri come smettere di fumare gratuitamente con l'aiuto dei centri antifumo pubblici e la citisina,…