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Coronavirus, allerta Puglia: Regione verso zona rossa

Published by
Gabriele Mastroleo

Emergenza Coronavirus, si fa sempre più grave la situazione in alcune zone del Paese: allerta Puglia, Regione verso zona rossa.

(TIZIANA FABI/AFP via Getty Images)

La Puglia deve diventare subito zona rossa: l’allerta arriva direttamente dal presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, Filippo Anelli. Secondo il medico, “il virus continua a diffondersi a una velocità preoccupante in Puglia”. Da qui la richiesta: “L’assessore Lopalco chieda subito al governo di rendere la Puglia Regione rossa”. Nella Regione del Sud Italia, di fatto solo lambita dalla prima ondata, tra lunedì scorso e ieri ci sono stati 8.737 nuovi casi, con un incremento giornaliero medio di 1.248. La settimana prima erano stati complessivamente 7.075 i nuovi casi con una media giornaliera di 1.011.

Leggi anche: Covid, Decreto Ristori Bis: in arrivo i nuovi contributi a fondo perduto

Cosa sta accadendo in Puglia: allerta Coronavirus, appello alla zona rossa

Già ieri l’assessore regionale alla Sanità, Pier Luigi Lopalco, si era dichiarato favorevole al lockdown: “In questo momento mi faccio portavoce dell’intero servizio sanitario, che sta chiedendo a gran voce una chiusura. Lo dicono tutti: medici di base, pediatri, anestesisti e ospedalieri. Si sta chiedendo a gran voce un blocco. È evidente che se si cresce così non si potrà più reggere. Bisogna necessariamente fermare le occasioni di contagio. Tenere aperta la scuola, per esempio, è un errore clamoroso. La gente deve limitare i contatti sociali. A questo punto il governo dovrebbe varare un lockdown più serio, due o tre settimane. Non duro come quello di marzo, ma tale da raffreddare la corsa del contagio”.

Oggi Lopalco, che è anche un noto ricercatore, via Facebook ha manifestato stupore per l’ottimismo dei suoi colleghi negli ultimi giorni. “Ascolto con sconcerto parole di rassicurazione ed ottimismo intorno al fatto che la velocità del contagio ‘stia rallentando’. Il problema è che, se tutti lo ripetono, la gente alla fine ci crede”, scrive chiarendo che “siamo ben lontani dal cantare vittoria”. L’invito è quello di “rafforzare le misure di prevenzione primaria. Ovvero il distanziamento sociale. Altrimenti andremo a sbattere contro il muro a 300 all’ora. Chilometro più, chilometro meno”. Infine, la domanda usando una metafora automobilistica: “Se una macchina viaggia a 300 Km/h, anche se va a velocità costante e non accelera, se impatta contro un muro si fa male o no?”.

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