Iraq, razzi contro l’ambasciata americana a Baghdad: tregua infranta

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Secondo fonti militari irachene almeno quattro razzi sono stati lanciati nella Green Zone di Baghdad e uno è caduto molto vicino all’ambasciata Usa. L’attacco avrebbe provocato la morte di una bambina e almeno cinque feriti.

Razzi contro ambasciata Usa a Baghdad
Credits: Steven Nabil (Twitter)

A poche ore della decisione del Pentagono di ritirare parte dell’esercito americano dall’Iraq, almeno quattro razzi sono stati lanciati nella notte verso la Green Zone di Baghdad. Come riportato da Associated Press, secondo alcuni ufficiali iracheni uno dei razzi è esploso a soli 600 metri dall’ambasciata Usa e altri due sono stati intercettati dal sistema di difesa missilistico americano C-RAM installato quest’anno.

Come riportato da fonti militare irachene, altri tre razzi sono esplosi fuori dalla Green Zone vicino all’ospedale di Baghdad e a un parco pubblico. L’attacco avrebbe provocato la morte di una bambina e almeno cinque feriti.

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Razzi nella Green Zone: violata la tregua a Baghdad

L’attacco missilistico mette fine alla tregua informale di metà ottobre delle forze armate irachene filo-iraniane. Circa un mese fa i miliziani sciiti avevano annunciato di interrompere temporaneamente gli attacchi contro gli americani. Secondo le fonti del Pentagono citate da Fox News, sarebbe stato proprio l’annuncio di ritirare 500 dei 3000 soldati Usa dall’Iraq a spingere le milizie filo-iraniane a lanciare i razzi contro la Green Zone di Baghdad.

L’esercito degli Stati Uniti invase l’Iraq nel 2003 per poi ritirarsi nel 2011. La nascita dello Stato Islamico segnò poi il ritorno delle truppe americane nel territorio iracheno. Dopo l’uccisione del leader Abu Mehdi al-Mouhandis nel raid contro il generale Qassem Soleimani, i filo-iraniani avevano promesso di vendicarsi. Come ricordato da La Repubblica si tratta del diciannovesimo attacco agli interessi Usa in Iraq negli ultimi quattro mesi.