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Cronaca

Milano, ospedali San Carlo e San Paolo in crisi: la denuncia dei medici

Published by
Simone Cadoni

Lettera-denuncia di medici e rianimatori degli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano alla direzione sanitaria: “Costretti a dilazionare l’accesso alle cure”.

Antonio Masiello/Getty Images

“Ci vediamo forzati a dilazionare l’accesso a terapie e tecniche potenzialmente curative e non poter trattare tempestivamente tutti i pazienti”. Circa cinquanta tra medici e rianimatori degli ospedali San Carlo e San Paolo di Milano denunciano in una lettera rivolta alla dirigenza sanitaria la complicata situazione che stanno attraversando le due strutture. Il contenuto del messaggio è stato riportato dal Fattoquotidiano.it.

Il personale sanitario che ha firmato la lettera lamenta una significativa carenza di mezzi tecnici e umani, indispensabili per esercitare la professione in “scienza e coscienza”. Il messaggio è infatti una chiara denuncia alla carenza di posti letto, non solo in terapia intensiva ma anche nei reparti di degenza ordinaria, oltre che alla mancata assunzione di un adeguato numero di professionisti formati ad hoc. Carenze, spiegano i medici, che erano già note anche prima del coronavirus.

“Avvertiamo il peso delle scelte di chi avrebbe potuto decidere e non ha deciso per tempo, anzi, con dovuto anticipo, di riorganizzare, di richiamare più personale formato e di aprire più posti letto monitorati per pazienti affetti da covid”, si legge nella lettera. Come ricordato dal Fattoquotidiano.it, i pronti soccorso dei due ospedali sono stati tra i più sovraffollati di Milano nelle ultime settimane, con punte di accesso giornaliere da 130 pazienti infetti a fronte di 350 posti letto Covid occupati.

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Ospedali San Carlo e San Paolo in difficoltà: la risposta della dirigenza

Attraverso una nota la Direzione degli ospedali San Carlo e San Paolo, riuniti sotto un’unica Asst, si è voluta dissociare da quanto denunciato dai medici e rianimatori firmatari della lettera.

“Possiamo dire per certo che mai è stato negato l’accesso al trattamento medico più indicato ad alcun paziente”, scrivono il Direttore Dipartimento Emergenza Urgenze e Pronto Soccorso e il Direttore di Anestesia e Rianimazione, spiegando che in assenza di immediata disponibilità in Rianimazione i pazienti sono sempre stati assistiti per 24 ore su 24 dal personale medico.

La dirigenza ospedaliera afferma che quanto scritto nella lettera in riferimento all’eventualità di dover dilazionare l’accesso alle cure non corrisponde alla verità.

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