Marcello Lippi non farà più l’allenatore, lui replica: “Mai detto no”

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L’ipotesi che Marcello Lippi non farà più l’allenatore, lui replica e spiega di non aver affermato nulla del genere: “Mai detto no”.

(AHMED SHURAU/AFP via Getty Images)

Ha 72 anni ma in una sua intervista recente a La Nazione dice di sentirsene venti di meno e si arrabbia anche: “Ognuno ha diritto a fare la propria vita e va evitata ogni forma di discriminazione”. Quindi, “ci sono settantenni molto più lucidi di tanti giovani. E allo sviluppo della società si contribuisce in tanti modi, non solo con le braccia, col lavoro, con la produzione”. Lui è Marcello Lippi, uno degli allenatori italiani più titolati di sempre.

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Il futuro di Marcello Lippi: tornerà davvero ad allenare?

Campione del mondo con l’Italia nel 2006, qualche anno fa se ne è andato ad allenare in Cina, al Guangzou Evergrande, dove ha vinto tre campionati e una Champions d’Asia. In tanti lo sostengono: Marcello Lippi non vuole più allenare e vorrebbe fare il dirigente. Una ricostruzione giornalistica a cui l’allenatore ex Juventus si oppone in maniera determinata. E spiega che lui la strada non se l’è mai preclusa. “Mai detto di no. Ma su questo tema non faccio una questione personale, vedo un grave pericolo in quello che è stato prospettato”, dice l’allenatore.

Che in queste settimane sottolinea l’assurdità di quello che viene prospettato nella vulgata popolare sui malati di Coronavirus. La frase “Tanto muoiono solo i vecchi” oppure la richiesta “Proteggiamo i nostri anziani” sembrano voler significare altro. Il rischio, dice Lippi, è “che rimanere a casa diventi l’inizio di un percorso che potrebbe portare a brutte conseguenze. Ti dichiaro improduttivo, inutile: oggi ti faccio restare a casa e domani ti tolgo qualcos’altro”. Insomma, la paura è che si arrivi “a non dare più le cure necessarie con la scusa che, dopo, il paziente non vivrebbe abbastanza”.