Giusy Versace, il dramma dell’incidente: “Lotto per i nostri diritti”

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La seconda vita di Giusy Versace, il dramma dell’incidente quando aveva 28 anni e la rinascita: “Lotto per i nostri diritti”.

(screenshot video)

Un impegno costante quello di Giusy Versace, atleta paralimpica di fama internazionale, deputata e personaggio televisivo, che oggi – in occasione della Giornata Internazionale delle persone con Disabilità – ha scelto di accendere “un faro sui diritti delle persone con disabilità”. Per questo, la parlamentare di Forza Italia ha dato il via a un tour de force che la vedrà protagonista in diversi momenti televisivi e non: “Il mio auspicio è che tutti si impegnino affinché questo faro resti sempre accesso”. Aveva 28 anni la giovane donna quando rimase vittima di un gravissimo incidente stradale sulla Salerno – Reggio Calabria. Era l’estate 2005 e da allora molto è cambiato.

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La rinascita di Giusy Versace: il suo impegno in prima linea

“L’Italia è stato, certamente, uno dei primi paesi a sottoscrivere la Convenzione ONU ma c’è ancora molto da fare, soprattutto dal punto di vista culturale, per contrastare ogni forma di discriminazione”, evidenzia Giusy Versace. Che prosegue: “Le barriere da abbattere sono ancora tante e non solo architettoniche. Ad esempio, non posso sopportare che nel 2020 lo sport sia ancora considerato un lusso e non un diritto come dovrebbe essere. Molte persone con disabilità non posso accedere a protesi ed ausili di tecnologia avanzata che, oltre a permettere la pratica sportiva, consentono di ottenere una maggiore autonomia e una migliore qualità di vita”.

La sua battaglia è anche contro bullismo e ignoranza, come evidenzia in un’intervista rilasciata oggi a RTL 102.5: “La barriera culturale più insopportabile è l’ignoranza, io ci combatto ogni giorno, perche l’ignoranza si trasforma poi in supponenza, rabbia e discriminazione, io non vedo l’ora che le restrizioni anti-Covid si allentino, ma che i cuori delle persone si aprano un po’ di più agli altri. Mesi fa cantavamo sui balconi ‘andrà tutto bene, vogliamoci bene’ e adesso la rabbia si percepisce e questo crea ancora più distacco sociale”.