Coronavirus Puglia: quali sono i 20 Comuni in zona arancione

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Norme restrittive per il Coronavirus in Puglia: quali sono i 20 Comuni in zona arancione da domani e per una settimana, l’ordinanza Emiliano.

(screenshot video)

Come previsto dal DPCM del 3 novembre e in accordo col Ministero della Salute, il presidente della Regione Puglia – da pochi giorni rientrata in zona gialla – ha stabilito che venti comuni del territorio regionale tornino per una settimana in zona arancione. Questo in sintesi il contenuto dell’ordinanza n. 448 del 7 dicembre, firmata pochi minuti fa da Michele Emiliano. Si tratta di 4 comuni della BAT, 14 della provincia di Foggia e due della provincia di Bari.

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20 comuni della Puglia in zona arancione per Coronavirus: quali sono e cosa significa

La situazione è diversa nelle province del Sud della Puglia, Brindisi, Lecce e Taranto, escluse dunque al momento da decisioni più drastiche. Da domani martedì 8 e fino a lunedì 14 dicembre sono in zona arancione i seguenti comuni: nella provincia di Andria-Barletta-Trani, ci sono Andria, Barletta, Bisceglie, Spinazzola; nella provincia di Foggia – che anche nella prima ondata è stata la più colpita – sono Accadia, Ascoli Satriano, Carapelle, Cerignola, Foggia, Lucera, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, San Severo, Torremaggiore, Troia, Zapponeta; infine, nella provincia di Bari ci sono Altamura e Gravina di Puglia, comuni delle Murge.

Essere in zona arancione comporta tra l’altro questi divieti: divieto di circolazione dalle 22 alle 5, salvo che per motivi di salute, esigenze lavorative o comprovate necessità; divieto di ingresso e uscita dalla regione, ma anche divieto di circolazione in un comune diverso da quello di residenza salvo i casi noti; la chiusura degli esercizi commerciali all’interno di centri commerciali e assimilabili nei giorni festivi e prefestivi, salvo alcune eccezioni; didattica a distanza al 100% per le scuole secondarie di secondo grado e nelle altre scuole in presenza con uso obbligatorio della mascherina, salvo per bambini/e al di sotto dei 6 anni e con disabilità incompatibili con la mascherina. Infine, si prevede attività di ristorazione consentite solo con consegna a domicilio e, fino alle 22, asporto.