Natalia Titova soffre di osteomielite: di che malattia si tratta

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La compagna di Massimiliano Rosolino, Natalia Titova, mamma di due bambine, soffre di osteomielite: di che malattia si tratta.

(Instagram)

Classe 1973, la ballerina russa Natalia Titova è nota in Italia per aver partecipato a diverse edizioni del talent Ballando con le Stelle. Sin dal 2005 e fino al 2014 ha partecipato al programma, ottenendo anche dei buoni piazzamenti e vincendolo nel 2009 in coppia con Emanuele Filiberto di Savoia. Nel 2006, proprio perché ci partecipa insieme al programma, incontra Massimiliano Rosolino. 14 lunghi anni di legame, i due hanno due figlie, Sofia Nicole, 9 anni, e Vittoria Sidney, 7 anni, e una cagnolina riccioluta, Bella.

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Osteomielite: cos’è la malattia di Natalia Titova?

Quando nel 2014 abbandona il programma Ballando con le Stelle, la scelta di Natalia Titova fa molto discutere. Protagonista della ‘Cassettiera’ di ‘Vieni da me’ su Rai 1 condotto da Caterina Balivo, circa un anno fa, ha rivelato di avere un grave problema di salute, che l’ha costretta a lasciare di fatto la danza: “Sono nata con un problema al ginocchio, una osteomielite e i dottori mi avevano vietato qualsiasi tipo di sport. Da piccola ho rischiato di perdere la gamba e fino a 16 anni sono andata dal dottore due volte l’anno. Prima di entrare dal medico mia mamma si raccomandava di non dirgli che invece loro mi facevano fare sport. Ho fatto di tutto grazie a mio padre e a mia madre: ginnastica ritmica, pallavolo, nuoto, danza…”.

“Volevo finire quando stavo ancora al top e credo che tutti gli sportivi la pensino così” – ha poi aggiunto – “Sapevo che più di quello non avrei potuto dare. La decisione è stata veramente dura, ma ero consapevole che sarebbe stato meglio smettere in quel momento”. Ma cos’è l’osteomielite? Si tratta di un’infezione e infiammazione dell’apparato osteo-articolare che riguarda sia l’osso che la cavità midollare. Si tratta dell’infezione più grave che può verificarsi a danno della struttura scheletrica. In Italia ci sono circa 20mila nuovi casi all’anno, spesso contratti in sala operatoria. All’inizio del secolo scorso, di questa patologia si moriva in un caso su cinque, ora tale rischio mortale è sicuramente trascurabile. In ogni caso, può avere complicanze e quando è cronica, può portare alla sclerosi ossea e alla deformità.