Torino, paga un criminale per punire il figlio gay: “Fa il chirurgo, spezzagli le mani”

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Non accettando il fatto che il figlio chirurgo fosse gay, il padre ha assoldato un malvivente per rovinargli la carriera. Il piano è però andato in fumo.

paga un criminale per punire il figlio chirurgo gay e spezzargli le mani

Causare danni non solo a livello fisico, ma anche professionale. Il padre di un chirurgo di Torino, non approvando l’omosessualità del figlio, ha deciso di rovinargli la carriera danneggiando lo “strumento” più importante per lo svolgimento della sua professione: le mani. A riportare la vicenda è La Stampa.

I fatti risalgono al 2017, quando l’uomo per spezzare le dita al figlio assoldò un picchiatore pagandolo 2500 euro. Non tutto è andato però come programmato: il malvivente, dopo essersi recato dal chirurgo, fu colto dal senso di colpa rivelandogli di essere stato mandato dal padre per punirlo del fatto di essere gay. Non volendo rinunciare ai soldi, il criminale decise di fingere l’aggressione.

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Cerca di far spezzare le mani al figlio chirurgo: lui lo denuncia

Prima che il malvivente rivelasse al medico il piano del padre, si erano già verificati episodi di violenza. Quando il chirurgo nel 2016 presentò il suo compagno ai genitori, annunciando la sua omosessualità, l’uomo sembrò inizialmente accettare il fatto. Ma un anno dopo, quando un settimanale di gossip pubblicò alcune foto che ritraevano il figlio in compagnia di un noto attore, il padre iniziò a perdere la testa.

Da quel momento iniziarono le prime aggressioni, tra pedinamenti e atti vandalici all’auto. Il piano di spezzargli le mani fu la goccia che fece traboccare il vaso: così il figlio nel 2018 decise di denunciare il padre. “Ho vissuto sotto scorta, temevo che prima o poi qualcuno mi avrebbe davvero rovinato la vita”, ha spiegato il medico.

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Adesso per l’uomo è arrivata la sentenza: un patteggiamento di due anni di reclusione senza però risarcimento del danno. Ormai i due hanno interrotto i rapporti e comunicano solo tramite avvocati.