La morte del killer Donato Bilancia, il mostro di Genova: tutte le sue vittime

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Donato Bilancia, il serial killer che, tra il 1997 e il 1998, ha terrorizzato Liguria e Piemonte, ha trovato le morte nel carcere Due Palazzi di Padova a causa del coronavirus Covid-19

Morte Donato Bilancia killer

Si è spento oggi, 17 dicembre, all’età di 69 anni il famigerato serial killer Donato Bilancia, l’uomo che tra il 16 ottobre 1997 e il 29 marzo 1998 ha ucciso 17 persone. Era stato condannato a tredici ergastoli complessivi. Ad ucciderlo le complicazioni legate al coronavirus Covid-19.

La morte Donato Bilancia il serial killer di Genova

Questa la fredda cronaca di oggi ma il portato della vicenda umana e sociale di Donato Bilancia, purtroppo riecheggerà in eterno. Nato a Potenza il 10 luglio del 1951 si trasferisce in tenera età ad Asti e poco prima di iniziare le scuole dell’obbligo a Genova, quella che diventerà al sua città, quella di cui avrà in eterno l’etichetta di mostro. Donato Bilancia il mostro di Genova.

Walterino

La sua non è una vita facile. A 15 anni inizia a rubare e nel 1976 anni arriva la prima condanna. Nel 1977 Donato Bilancia fugge dal carcere ed inizia una vita di clandestinità fatta di espedienti e gioco di azzardo attività nella quale è abilissimo. Lo chiamano Walterino ed è con questo nome che sbanca tutte le bische del Piemonte e della Liguria.

La morte di Donato Bilancia, i disturbi psichiatrici del serial killer

Ma Donato non sta bene, soffre di disturbi psichiatrici, acuiti da un vecchio incidente del 1972 che lo ha ridotto in coma per settimane. Nel 1987 il fratello si suicida gettandosi sotto un treno con il figlio di 4 anni in braccio. Nel 1990 Bilancia sarà vittima di un incidente e vivrà di nuovo il dramma del coma.

Il primo omicidio

Il combinato disposto di questi due fattori acuiscono il disagio mentale di Bilancia che, da silente, nell’autunno del 1997 esplode in tutto il suo fragore. La sua prima vittima è una biscazziere Giorgio Centanaro. Il motivo, rivelerà Bilancia durante il processo, una questione di onore al gioco.

Ottobre rosso sangue

Da li una serie ininterrotta ed impressionante di delitti. Altre sedici vittime. Ben cinque ad ottobre 1997. Il biscazziere Maurizio Parenti e la moglie, Carla Scotto uccisi la notte del 24. I coniugi Bruno Solari e Maria Luigia Pitto uccisi a scopo di rapina il 27. La stessa notte, durante la fuga dal luogo del delitto, fredda il cambiavalute Luciano Marro. A gennaio 1998 Donato Bilancia uccide, per futili motivi, il metronotte Giangiorgio Canu.

La folle primavera del 1998

Nel mese di marzo del 1998 Donato Bilancia spinto dell’istinto omicida agisce a cavallo tra il Piemonte e la Liguria uccidendo in serie quattro prostitute: Stela Truya, Ljudmyla Zubskova e Tessy Adodo. Nel tentativo di uccidere il transessuale Lorena, viene intercettato da due metronotte, Massimiliano Gualillo e Candido Randò, che vengono colpiti a morte. Il marzo di sangue di Bilancia si chiude con la rapina al cambiavalute nella quale uccide Enzo Gorni. La “carriera” di Donato Bilancia si chiude, nell’aprile del 1998, con gli ultimi quattro omicidi. Quelli dei treni liguri, Elisabetta Zoppetti e Maria Angela Rubino, e quelli che gli saranno fatali ai fini della cattura, la prostituta Kristina Valla e il benzinaio Giuseppe Mileto.

La cattura, il processo e la morte del killer Donato Bilancia

Singolare la dinamica della cattura. Bilancia viene intercettato dai Carabinieri di Genova nel maggio 1998. A tradirlo alcuni dettagli relativi alla sua auto, auto che ha venduto all’amico Pino Monello senza completare il passaggio di proprietà. Infastidito dai ritardi Monello si reca alla stazione dei Carabinieri di Brignole e lo denuncia. Ma della indagini emergono, come un fiume carsico, una serie di prove che lo ricollegano ai delitti. Decisiva ai fini dell’incriminazione la prova del DNA. Il serial killer, nella primavera del 2000, viene condannato all’ergastolo dal Tribunale di Genova. Sentenza poi confermata dalla Corte d’appello e dalla Corte di Cassazione. La sua detenzione è trascorsa tra il carcere di Marassi e quello di Chiavari. Dall’inizio della malattia era stato trasferito nel carcere di Padova dove oggi, 17 dicembre, ha trovato la morte.

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Il documentario di Discovery Channel sulla vita di Donato Bilancia

Alla vicenda umana e criminale di Donato Bilancia è ispirata la serie tv di Canale 5 “L’Ultima pallottola” interpretata da Giulio Scarpati, l’ufficiale dei Carabinieri che lo arresta e Carlo Cecchi, nel ruolo del serial killer. Sempre a Bilancia è dedicata la produzione “Città Criminali” andata in onda su La7 e Discovery Channel.