Caso Suarez, arriva l’ammissione: “Sì, conoscevo le domande”

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Caso Suarez, il calciatore sentito dai magistrati come persona informata dei fatti avrebbe confermato i sospetti della Procura

Juventus esame Suarez Perugia

Svolta nel caso Suarez che vede coinvolta l’Università per gli Stranieri di Perugia e la Juventus. Dopo le dimissioni della Rettrice, indagata con alcuni docenti dell’Università e il Ds bianconero Paratici, arriva la prima ammissione dell’attaccante che doveva passare alla vecchia signora.

Il calciatore è stato sentito in videoconferenza come persona informata dei fatti e secondo l’Ansa avrebbe ammesso di conoscere già in anticipo quali erano le domande che i docenti gli avrebbero sottoposto per ottenere l’attentato di Lingua Italiana, indispensabili per accedere al passaporto comunitario ad essere acquistato dalla Juventus. L’interrogatorio è avvenuto ieri, in lingua spagnola, con la presenza di un interprete.

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Caso Suarez, cos’è e qual è l’accusa

Il caso era esploso a settembre. La Procura umbra guidata da Raffaele Cantone aveva anche intercettato delle telefonate tra gli esaminanti. Era emerso che il calciatore non parlava una parola in italiano, non riusciva a coniugare i verbi ma che non si poteva bocciare “uno che guadagna 10 milioni di euro all’anno”.

Il 4 dicembre con una nota la Procura aveva informato che la Guardia di Finanza con una misura cautelare aveva sospeso dall’ufficio la Rettrice Giuliana Grego, il Direttore Generale Simone Oliveri, la professoressa Stefania Spina e il professore Lorenzo Rocca, membri della Commissione esaminatrice.

Nella stessa nota i magistrati avevano scritto che si stava indagando anche sulla posizione di altre persone esterne all’Università e dopo dopo arrivò l’ufficialità dell’iscrizione nel registro degli indagati di Paratici.

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Secondo la Procura chi aveva favorito il calciatore lo aveva fatto utilizzando l’istituzione universitaria come qualcosa di proprio e la mancata bocciatura fu voluta anche per prestigio.