Covid, la profezia di Arcuri: “Ecco quando ci sarà l’immunità di gregge”

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L’immunità di gregge in Italia per il coronavirus Covid-19 ci sarà solo a fine estate 2021, lo spiega in un’intervista al Fatto Quotidiano il Commissario per l’emergenza sanitaria Domenico Arcuri

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Domenica 27 dicembre 2020 inizierà, con un’infermiera dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, la campagna vaccinale italiana contro la diffusione della pandemia da coronavirus Covid-19.

Arcuri: “Ecco quando ci sarà l’immunità di gregge per il Covid”

Secondo le intenzioni del Governo, del Comitato Tecnico Scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità entro la primavera saranno undici milioni le persone vaccinate, mentre entro l’inizio dell’autunno, “L’Italia può raggiungere l’obiettivo di 42 milioni di vaccinati”, la soglia individuata dall’OMS per considerare valido il principio di immunità di gregge ossia il 70% della Popolazione.

Immunità di gregge al Covid: i numeri di Arcuri

Lo ha assicurato, firmato e controfirmato il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri, in un’intervista all’edizione oggi in edicola de Il Fatto Quotidiano. E spiega: “Abbiamo la certezza di avere entro settembre 2021 38 milioni di dosi di vaccino”. Divise in tre tronconi trimestrali, 11 milioni entro marzo, 15 milioni entro giugno e 12 milioni entro settembre.

Venti milioni di dosi entro marzo 2021

Queste dosi di vaccino sono quelle di Pfizer-BionTech, 27 milioni e Moderna, 11 milioni quelle, al momento, approvate dall’Ema, l’agenzia europea per il farmaco. E saranno così suddivise. Pfizer ne consegnerà 8,8 milioni di dosi entro marzo; 8,1 milioni di dosi entro giugno e 10,1 milioni di dosi entro settembre. Moderna, ne fornirà 1,4 milioni di dosi nel primo trimestre del 2021, e 9,4 milioni, divise in due tranche da 4,7,  nel secondo e nel terzo trimestre del prossimo anno. Queste dosi saranno utilizzate per un primo vaccino ed il relativo richiamo di circa 20 milioni di italiani.

Gli altri vaccini in produzione

Arcuri spiega inoltre che l’Unione Europea sta acquistando altre 13,5 milioni di dosi da Pfizer e altre 10,8 da Moderna. Dosi a cui si aggiungeranno quelle degli altri vaccini che verranno via via approvati. Come ad esempio quello di AstraZeneca, ne sono previste 40 milioni di dosi e saranno disponibile da marzo 2021. Più lunghi i tempi per quello della Johnson&Johnson che lo scorso ottobre per un errore tecnico ha dovuto ripartire da capo con la sperimentazione.

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All’Italia 202 milioni di dosi

Arcuri nell’intervista al quotidiano diretto da Marco Travaglio ha inoltre sottolineato che: “Il vaccino non è un bene scarso”. Che non ci sarà un mercato dei vaccini e che, tra giugno e settembre, “tutti potranno facilmente vaccinarsi”. Arcuri rivela, infine, che al nostro Paese toccheranno complessivamente tra prima dose e richiamo 202 milioni di dosi di vaccino, “il 13,4% del totale dell’Unione Europea”. In fondo al tunnel si vede un piccolo bagliore.