Vaccino anti Covid, il magistrato Guariniello: “Chi non lo fa rischia il licenziamento”

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Raffaele Guariniello ha spiegato che secondo la legge il datore di lavoro, in una determinata condizione, potrebbe optare per il licenziamento dei dipendenti che non ricorrono al vaccino.

Guariniello: "Chi non si vaccina può essere licenziato"
OLIVIER MORIN/AFP via Getty Images

Intervistato dal Fatto Quotidiano, il magistrato, giurista ed esperto del lavoro Raffaele Guariniello ha spiegato ciò che prevede la legge se un lavoratore decide di non vaccinarsi contro il Covid. “Tutelare la salute significa vaccinare il maggior numero possibile di persone – ha chiarito il magistrato – Non si tratta di un’indicazione morale, ma giuridica”.

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Chi non ricorre al vaccino rischia il licenziamento? Il parere di Guariniello

Raffaele Guariniello ha commentato l’art. 279 del Testo Unico della Sicurezza sul Lavoro, che impone al datore di lavoro di mettere a disposizione “vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico, da somministrare a cura del medico competente”.

Il Covid-19 secondo la direttiva europea rientra tra i cosiddetti agenti biologici e per questo motivo, a norma di legge, i datori di lavoro sono tenuti a mettere a disposizione dei propri dipendenti vaccini efficaci. Il magistrato ha aggiunto che la stessa norma prevede anche l’allontanamento temporaneo del dipendente in caso di inidoneità alla mansione su indicazione del medico competente.

“Come può il medico non esprimere un giudizio di inidoneità se il datore di lavoro, proprio su parere del medico competente, ha messo a disposizione il vaccino, poi rifiutato dal lavoratore?”, ha fatto notare il giurista. “La sorveglianza sanitaria non serve solo a tutelare il singolo lavoratore – ha aggiunto Guariniello – ma anche tutti gli altri”.

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Come ricordato dal magistrato, secondo la Corte Costituzionale la tutela della salute è infatti un diritto dell’individuo e un interesse della collettività. “La legge prevede l’obbligo di allontanare il lavoratore e di adibirlo ad altra mansione, ma solo ove possibile”, ha specificato Guariniello.

Ciò significa che se il datore di lavoro è obbligato a predisporre misure organizzative per tutelare il lavoro, e questo non è possibile, può rescindere il rapporto di lavoro. “Qualcuno potrebbe lamentare la violazione della libertà personale di non sottoporsi al vaccino – ha evidenziato Guariniello – ma per avere ragione dovrebbe prima cambiare la legge”.