Covid, Enrico Ruggeri: “C’è solo un positivo ogni 400 persone, ora basta”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:56
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Il cantante è intervenuto su Twitter per dire ancora una volta la sua sulla situazione sanitaria italiana.

(Photo by Daniele Venturelli/Getty Images)

L’ultimo tweet del cantante, che non è nuovo ad esternazioni di questo tipo, ha letteralmente diviso il web scatenando una vera e propria polemica tutta social. Molti gli utenti che si sono schierati contro di lui, molti altri, invece, quelli che appoggiano le sue posizioni.

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Enrico Ruggeri: “Si sta impazzendo, ora basta”

Enrico Ruggeri nelle ultime ore è al centro di una vera e propria polemica per alcune esternazioni sul Covid che il cantante ha affidato al sempre più affollato Twitter. In un post, Ruggeri ha scritto: “Giro con la mascherina, mi disinfetto, faccio un tampone alla settimana e lo faccio fare a tutti quelli che lavorano per me. Ma se mi dicono che una regione deve fermare tutto (socialità, economia, contatti) se c’è UN POSITIVO OGNI 400 PERSONE penso che qualcuno sta impazzendo“.

Tanto è bastato per accaparrarsi commenti di ogni tipo, da chi lo elogia a chi invece si scontra apertamente contro le sue idee. C’è da dire che il cantante non è affatto nuovo ad esternazioni di questo tipo. Già in un’intervista al Quotidiano.net, Ruggeri aveva aperto una lunga parentesi sulla situazione epidemiologica italiana, affermando che l’aspetto più drammatico dell’epidemia era che “per la paura di morire stiamo rinunciando alla vita“.

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I suoi commenti non si erano limitati solo alla carta stampata: ospite da Nicola Porro, il cantante aveva infatti dichiarato: “Siamo in una società che non accetta la morte, né invecchiare e morire. L’unico principio sacro è ‘pensa alla salute’. Sorrido quando vedo uno che porta la mascherina e poi magari ha una alimentazione disastrosa o abitudini malsane”. Ruggeri, in quell’occasione, aveva anche specificato di aver ricevuto parecchie minacce di morte per le sue posizioni: “Morirai di Covid, mi hanno detto. Capisco che c’è un’emergenza, rispetto i protocolli, ma non possiamo rinunciare a vivere per paura di morire. È contro natura”