Covid, Conte firma il nuovo DPCM: ecco cosa si può fare e cosa è vietato

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Giuseppe Conte ha firmato il nuovo Dpcm, il decreto del presidente del Consiglio dei Ministri, con all’interno le misure necessarie al contrasto e al contenimento della pandemia da coronavirus Covid 19, il decreto entra in vigore dal 16 gennaio e sarà valido fino al 5 marzo. I dettagli

Coronavirus Dpcm 15 gennaio

Come ampiamente previsto nei giorni scorsi oggi, 15 gennaio, è arrivato il nuovo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri il famigerato DPCM con le misure necessarie al contrasto e al contenimento della pandemia da coronavirus Covid-19. Nel dettaglio le misure principali.

Nuovo DPCM 16 gennaio: le misure previste

SCUOLA – Da lunedì 18 gennaio gli studenti delle scuole superiori tornano in classe e potranno farlo da un minimo del 50% ad un massimo del 75% dei posti previsti. La parte rimanente resta in didattica a distanza.

BAR E RISTORANTI  –  Bar, gelaterie, pasticcerie, pub e ristoranti possono lavorare dalle 5 di mattina alle 18. Il consumo di viveri e bevande è possibile al tavolo solo per un massimo di 4 persone ma se tutte conviventi. Dalle ore 18 sarà vietata la vendita del cibo da asporto nei bar. Vendita che resta invece possibile per le altre categorie fino alle 22. Il motivo del divieto per i bar è legato alla necessità di bloccare i residui di movida ancora presenti nel territorio nazionale.

BUS E TRENI –  A bordo dei mezzi pubblici, ad eccezione del trasporto scolastico, può essere occupato massimo il 50% dei posti disponibili.

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MUSEI – Tornano i Musei che potranno essere aperti, dal lunedì al venerdì, chiusi quindi sabato e domenica, ma solo ed esclusivamente nelle zone gialle.

PALESTRE E PISCINE Restano chiuse fino al 5 marzo. L’attività sportiva di base, non di squadra, è consentita nel rispetto delle prescrizioni relative al distanziamento sociale.

IMPIANTI SCI – Gli impianti dedicati allo Sci potranno riaprire dal 15 febbraio ma solo se hanno adottato tutte le misura anti covid previste specifiche. Gli impianti restano a disposizione per gli atleti i professionisti.