Francia: studenti minacciano di morte i professori, licei chiusi per precauzione

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Dopo l’assassinio di Samuel Paty, c’è grande apprensione in Francia per delle nuove minacce di morte ai professori. 

(lamontagne.fr)

La Francia torna nella paura dopo che nel Dipartimento di Puy-de-Dôme si è assistito ad una nuova escalation di violenza verbale, sfociata in delle vere e proprie minacce di morte nei confronti di alcuni professori. Dopo l’assassinio di Samuel Paty, il professore che nel mese di ottobre fu decapitato per aver mostrato immagini satiriche sul profeta Maometto, si temono azioni irreversibili. Per precauzione, tutti i licei del Dipartimento hanno sospeso le attività, anche se online.

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Minacce di morte ai professori: i licei chiudono

Il liceo che si è visto protagonista di questa triste notizia è quello professionale Pierre-Joël Bonté, che si trova a Riom, cittadina di poco più di 18 mila abitanti nel Dipartimento di Puy-de-Dôme. Durante delle lezioni online, alcuni studenti hanno insultato pesantemente e minacciato di morte i loro professori.

Secondo la responsabile della comunicazione presso il rettorato, Béatrice Humbert, i fatti sono avvenuti in due fasi. Prima ci sono stati insulti e minacce di morte inviate a un piccolo numero di persone durante la settimana appena trascorsa, e poi a un numero maggiore durante il fine settimana. Le minacce di morte hanno immediatamente riportato alla decapitazione di Samuel Paty, il professore parigino ucciso dopo che aveva fatto vedere ad alcuni studenti delle immagini satiriche di Maometto.

Per precauzione, così, il liceo ha deciso di sospendere tutte le lezioni e le attività, anche quelle online. “Finché non vediamo più chiaramente, non vogliamo mettere a rischio né gli studenti né il personale”, ha detto Humbert. La decisione della sospensione delle attività è stata presa anche da alcuni licei vicina alla zona o sparsi in diverse località del Dipartimento.

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Dopo le indagini da parte della polizia, sono tre gli studenti 15enni presi in custodia per le minacce inviate ai professori. La polizia crede, però, che i coinvolti possano essere di più, per questo si stanno effettuando ulteriori indagini sull’attrezzatura personale dei ragazzi.