Franco Picco riesce ad unire le passioni di ogni generazione  

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Franco Picco, un uomo che riesce sempre ad unire le passioni di tutte le generazioni.

Franco Picco in ginocchio con la sua moto e il deserto sullo sfondo
Franco Picco in ginocchio con la sua moto e il deserto sullo sfondo

L’uomo di cui parleremo oggi è Franco Picco, il quale da pochi giorni ha ultimato la Dakar a 65 anni con una condizione fisica e mentale non del tutto ottimale. La sua vittoria ha riportato tutti quanti ai beati tempi del 1990.

Franco Picco e la sua incredibile impresa

Questi erano gli anni in cui il motociclismo era al top degli sport motoristici, la Cagiva e la Ducati erano le superpotenze della Superbike, mentre Chiodi vinceva nel campo del Motocross, Aprilia era la regina indiscussa delle piccole cilindrate.

Franco Picco ha unito tutte le generazioni in una sorta di contenitore saldo e che riesce a soddisfare anche i nostalgici del motociclismo. Imperterrito ha continuato a guidare la sua moto nel deserto, nonostante tutto. La Dakar è stata una sfida ancor più grande per Franco, proprio perché si è spostata in Sud America.

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Picco si è riconfermato il campione di tutti, la sua impresa ha riacceso le vecchie fiamme di passione tra giovani e anziani. Tutti sui social sono impazziti per le sue gesta e il suo modo di guidare quella moto nel deserto. Instagram, Facebook, YouTube sono stati un podio infinito per il grande Franco.

Il motociclismo di negli anni

Negli anni 90, il motociclismo veniva considerato uno sport estremo, e veniva trattato come un reale sport al quale bisognava fare attenzione a tutto. Negli anni della sua consacrazione, Franco Picco non ha mai mostrato i suoi sentimenti.

Tutti erano curiosi di conoscere i suoi pensieri e soprattutto le sue aspettative per la Dakar, lui però ha continuato a correre, per passione e soprattutto per provare che la sua passione poteva spingersi oltre la testa e il fisico.

Il motociclista durante la sua gara ha ricordato come nei grandi anni 90, si correva con una bussola fissata al manubrio, si dormiva sempre poco, si mangiava una razione fredda in stile militare, e cercava di immergersi in un viaggio infinito dove ci sono deserto, caldo, moto e collegamenti radio intermittenti in tarda sera.