Quella di Marta è una lotta contro la terribile malattia a cui si aggiunge anche la cecità. La 31enne ha scritto al Presidente Mattarella. L’Inps si è scusata per l’errore, ma l’assegno di accompagnamento non è mai arrivato.
Nelle ultime ore la storia di Marta ha trovato finalmente voce sui social e all’interno dei quotidiani, dopo un accorato appello, anche da parte di personaggi popolari tramite l’hashtag #IoNonMollo.
Nel 2007 la vita della ragazza di Imola viene stravolta da una dura diagnosi, i medici dicono “Tumore celebrale molto esteso”. Inizia da lì la battaglia di Marta, costretta a subire una operazione molto importante per rimuovere il tumore. Sembrava andar bene e che il tumore fosse solo un ricordo lontano ma ne 2011 arrivano diverse recidive, anch’esse rimosse. Però il tumore ritorna in modo irruento nel 2013 e poi ancora nel 2019, Marta diventa ipovedente, con un campo visivo ridotto al minimo. Quella di Marta è una lotta ancora in atto contro il male al cervello, l’ennesima.
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Marta affronterà la sua prima visita di controllo per la rivalutazione dell’invalidità nel 2011 – racconta Marta “La commissione non ha valutato i miei documenti, si è limitata solo a farmi domande generiche e battute inopportune, tipo: perché mi tingo i capelli se tanto non posso vedermi allo specchio”. L’Inps decide di abbassarle la percentuale di invalidità ma Marta vincerà il ricorso. I problemi con l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale faranno la loro comparsa nel 2019.
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Scrive Marta in un post sul proprio profilo di Twitter “Non sono bastati: 18 RM, riduzione del campo visivo binoculare del 90%, 4 tumori cerebrali (l’ultimo in corso) e 2 interventi chirurgici. La commissione INPS mi nega i benefici perché sono istruita e lavoro. E ha omesso i documenti medici consegnati.” – tweet che crescono e vengono retwittati da migliaia di utenti tra questi Lapo Elkann che si appella a Pasquale Tridico, Presidente dell’Inps.
Dopo gli appelli il Presidente dell’Inps Tridico si è interessato in modo vivido della vicenda, attivandosi per una riesame del caso. Il responso è stato il “pieno riconoscimento al 100% dell’invalidità” – L’Inps dovrà elargire infatti un assegno che sulla base della condizione reddituale dell’assistita che potrà raggiungere la cifra di 650 euro mensili. Lo stesso ente però non ha riconosciuto a Marta le condizioni per ricevere l’indennità di accompagnamento.
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