“Terra Carta”: l’iniziativa green del principe Carlo

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Poco meno di un mese fa il principe ha annunciato e lanciato “Terra carta, un’iniziativa che riprendendo la Magna Carta che il Re Giovanni d’Inghilterra firmò nel 1215, servirà, come riporta il The Telegraph “a rilanciare il mondo naturale”.

(Photo by Ian Forsyth – WPA Pool/Getty Images)

Da sempre attento ai temi ambientali l’erede al trono un mese fa aveva espresso timore per l’andamento climatico – dichiarando “cosa dirò a mio nipote?”. Lanciando “Terra Carta” il principe punta a concretizzare l’impegno per l’ambiente, augurando che questo possa portare investimenti a favore delle causa climatica da parte dei governi e degli attori industriali.

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Una agenda piena di impegni pubblici con al centro la questione ambientale. Sul tema della sostenibilità Carlo ha cercato di riunire quante più aziende e tra queste ci ci sono anche AstraZenecam, Bank of America e Schroders. Come riporta il The Thelegraph il principe di Galles ha invitato i governi a “smettere di sacrificare l’ambiente sull’altare della crescita economica”. Ma per farlo ha aggiunto, serve “ricollegare i nostri modelli economici e finanziari per incorporare gli obiettivi climatici e naturali nella politica economica, fiscale e di bilancio”. Un traguardo ambizioso che vede Boris Johnson in una posizione d’ombra, tra passi avanti e frenate sulla green economy.

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Il documento

La lunga carriera di Carlo come attivista per le questioni ambientali era già stata dimostrata lo scorso anno con il via al “Sustainable Markets Initiative” coordinando le imprese e il sistema economico per la tutela ambientale. Annunciando “Terra Carta” il principe ha mosso un’ulteriore passo verso l’obiettivo sostenibilità: il documento contiene 17 pagine con 10 declinazioni differenti rivolte alle aziende che intendono percorrere un tracciato sostenibile per il futuro nel settore privato. All’interno del documento trova spazio anche la “Natural Capital Investors Alliance”, che punta a ricavare 10 miliardi di dollari da investire in cause green. Un capitale naturale che ogni azienda verserebbe, oltre a mantenere standard di sostenibilità elevati, preservando la biodiversità. “Ora è sicuramente il momento in cui dobbiamo vedere il mondo così com’è veramente e trovare i mezzi per garantire che l’economia e l’ecologia siano viste come una cosa sola, piuttosto che come ora, dove quest’ultimo è così spesso sacrificato sull’altare del primo”, con queste parole Carlo ha sollevato la necessità di partire subito, ricevendo il sostegno di Sir David Attenborough che ha anche curato la prefazione del documento. Il principe ha anche evidenziato il progresso che l’umanità ha avuto negli ultimi decenni – affermando di essere fiducioso per l’avvenire.

Le ombre di Carlo sulle vicende “dell’infelice matrimonio” con Diana e le dichiarazioni che hanno completamente capovolto il giudizio, in senso negativo, verso il principe di Galles hanno fatto si che le “le imprese” e i buoi propositi a favore dell’ambiente siano rimaste molto spesso in sordina. Forse il limite di una monarchia che travolta dagli scandali ha comunicato in modo sovente con poca trasparenza.