Covid, le varianti preoccupano l’Oms: “L’Europa si unisca sui vaccini”

L’Oms ha lanciato l’allarme per la crescente circolazione delle varianti Covid: preoccupa l’eventuale collasso dei sistemi sanitari europei. 

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THOMAS SAMSON/AFP via Getty Images

Cresce l’allarme per le nuove varianti Covid: a preoccupare l’Oms è l’elevata velocità di trasmissione del virus, che potrebbe portare al peggioramento della situazione già compromessa dei sistemi sanitari. A spiegarlo è stato il direttore della stessa agenzia delle Nazioni Unite specializzata per la salute, Hans Kluge, durante la plenaria del Comitato delle Regioni.

Ad allertare l’Oms è in particolare la variante sudafricana, che come sottolineato da Kluge potrebbe infettare anche chi ha già contratto il Covid. “Rapporti preliminari mostrano che con la mutazione sudafricana c’è il rischio di reinfettarsi – ha detto – dobbiamo valutare cosa significhi questo per i vaccini”.

E proprio riguardo il siero anti-Covid, il direttore dell’Oms ha spiegato che occorre una maggiore solidarietà e collaborazione tra i Paese europei e le aziende farmaceutiche. “Il vaccino non è una bacchetta magica – ha specificato – e oggi serve a immunizzare i lavoratori più esposti e i soggetti vulnerabili, ma è molto importante che le autorità lo spieghino chiaramente”. Il messaggio è chiaro: per la distribuzione del siero ci vorrà del tempo.

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Covid, i numeri del virus

Ad oggi i casi registrati nel mondo dallo scoppio della pandemia sono circa 105 milioni, con oltre 2 milioni di decessi. Nel dettaglio, sulla base dei dati della John Hopkins University, i contagi a livello globale sono 104.852.991. Il Paese più colpito al mondo è quello degli Stati Uniti, dove si registrano un totale di 26 milioni di positivi e circa mezzo milione di morti. Solo nel Paese americano sono emersi ben 618 casi di varianti Covid distribuite in 33 Stati: lo ha reso noto la Cnn citando l’Agenzia americana per la prevenzione delle malattie.

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L’ultima variante identificata nel mondo è quella del Messico, dove gli scienziati del Laboratorio per la diagnosi delle malattie emergenti dell’Università di Guadalajara hanno riscontrato una nuova mutazione. In Italia preoccupa in particolar modo l’Umbria, dove sarebbero risultati positivi alle nuove varianti, tra cui quella brasiliana, 42 campioni analizzati dall’Istituto superiore della sanità.