Draghi pronto per il giuramento: nomi e ruoli dei possibili ministri

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Nelle prossime ore Mario Draghi salirà al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la squadra dei ministri. Il voto sulla fiducia delle due Camere è invece atteso per la prossima settimana.

i possibili ministri del governo draghi
ALESSANDRA TARANTINO/POOL/AFP via Getty Images

Dopo il via libera degli iscritti al Movimento 5 Stelle sulla piattaforma Rousseau, il governo Draghi non ha più ostacoli. Tra oggi e domani il presidente del Consiglio incaricato dal capo di Stato Sergio Mattarella salirà al Quirinale per sciogliere la riserva e presentare la lista dei ministri. Se poi la cerimonia del giuramento sarà svolta entro il fine settimana, il Parlamento voterà la fiducia tra martedì e mercoledì.

L’attesa per capire da chi sarà composta la nuova squadra del governo cresce di ora in ora, ma nel frattempo continuano a susseguirsi le indiscrezioni sui possibili nomi. Come sancito dall’articolo 92 della Costituzione, la composizione del governo spetta esclusivamente al Presidente della Repubblica e al presidente incaricato, mentre i partiti politici non hanno alcuna voce in capitolo.

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La lista degli ipotetici ministri del governo Draghi

Per vedere completo il puzzle del nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi mancano ormai poche ore. Quello che è certo è che nonostante i suggerimenti dei leader dei partiti, il presidente del Consiglio incaricato sceglierà la lista dei ministri di testa sua. Secondo le ultime voci di corridoio, il governo sarà comunque composto non soltanto da tecnici, come era stato suggerito da Mattarella, ma anche da politici.

Transizione ecologica. Il nuovo ministero fortemente voluto da Beppe Grillo potrebbe accorpare quello dell’Ambiente. Tra i papabili nomi circolano quelli dell’ex ministro del Lavoro del governo Letta, Enrico Giovannini, dell’amministratore delegato Enel, Francesco Starace, del capo dell’Enea, Federico Testa, e dell’amministratore delegato del Fondo italiano per l’efficienza energetica, Raffaele Mellone.

Economia. Da alcuni giorni rimbalzano i nomi del direttore generale e del vicedirettore di Bankitalia, rispettivamente Daniele Franco Luigi Federico Signorini, del membro della Vigilanza Bce Ignazio Angeloni, e del vicepresidente della Banca europea degli investimenti, Dario Scannapieco.

Esteri. Alla Farnesina potrebbe essere confermato l’esponente del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, ma non è esclusa la “promozione” di Elisabetta Belloni, adesso segretario generale.

Giustizia. Il nome che nelle ultime ore sembra trovare sempre più conferme è quello di Marta Cartabia, giurista ed ex presidente della Corte Costituzionale. Tuttavia il ministero del Guardiasigilli è ambito da tutti i partiti.

Istruzione. Molto probabile che Lucia Azzolina non venga confermata nel nuovo esecutivo. Il nome che circola con più insistenza è quello dell’accademico e professore Patrizio Bianchi.

Difesa. Il ministero potrebbe essere affidato a Claudio Grazianio, il generale al vertice del Comitato militare dell’Unione Europea.

Interno. Al Viminale potrebbe essere confermata Luciana Lamorgese. Dalle indiscrezioni non emergono altri nomi significativi in lizza.

Salute. Possibile conferma anche per Roberto Speranza in quota Leu: in un momento di emergenza sanitaria come quello attuale potrebbe influire l’esperienza acquisita nell’ultimo anno.

Agricoltura. Per la quota di Italia Viva si accredita il ritorno al ministero di Teresa Bellanova.

Cultura. Dario Franceschini potrebbe guidare nuovamente il ministero in quota Pd.

Welfare. Circolano i nomi di Roberto Rossini, presidente delle Acli, e di Stefano Granata, presidente di Confcooperative Federsolidarietà.

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Tra gli altri possibili nomi in lizza per entrare nella squadra dei vari ministri del governo Draghi, vi sono Giancarlo Giorgetti e Giulia Bongiorno della Lega, Antonio Tajani, Anna Maria Bernini e Mara Carfagna di Forza Italia, Andrea OrlandoLorenzo Guerini, Anna Ascani e Debora Serracchiani del Pd, Riccardo Fraccaro e Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle, Emma Bonino di +Europa e Carlo Calenda di Azione. Escluso invece un possibile ritorno di Giuseppe Conte nell’esecutivo .