Exo-Cd24, il farmaco di Israele che cura il Covid in 5 giorni: i dettagli

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Dai test sperimentali emergono dati incoraggianti: il farmaco israeliano Exo-Cd24 potrebbe rivelarsi la nuova arma per sconfiggere il Covid.

Exo-Cd24, il farmaco israeliano che cura il covid
BRIAN ONGORO/AFP via Getty Images

È denominato Exo-Cd24 e ha un’efficacia provata nel 96,6% dei casi. Il nuovo farmaco anti-Covid messo a punto da Israele potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione nell’ambito della lotta alla pandemia. Sviluppato dai ricercatori dell’Ichilov Medical Center di Tel Aviv, ad oggi non ha ancora raggiunto sperimentazioni avanzate, ma le prime fasi dei test sembrano decisamente incoraggianti. Se da una parte i vaccini contribuiranno a immunizzare la popolazione, dall’altra, nel caso in cui il medicinale israeliano dovesse confermare la bontà dei primi dati scientifici, l’infezione potrà essere contrastata sul nascere.

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Gli studi sul farmaco anti-Covid Exo-Cd24

Dalle prime sperimentazioni è emerso che Exo-Cd24 è in grado di alleviare i sintomi del virus e garantire in pochi giorni un recupero completo dei pazienti infettati. Al momento in Israele lo studio clinico è stato condotto su 30 soggetti con casi di Covid da moderati a gravi, risultando efficace su 29 di essi. Dopo la somministrazione del farmaco, i pazienti sono guariti in circa cinque giorni. Ovviamente la sperimentazione dovrà prima procedere con le fasi successive per provare la sua efficacia, ma i numeri iniziali, seppur limitati, fanno ben sperare.

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L’ideatore del medicinale è il professore Nadir Arber, direttore del laboratorio di ricerca israeliano. Come spiegato dal Times of Israel, Exo-Cd24 fornisce ai polmoni una proteina fondamentale sfruttando gli esosomi, piccolissime “sacche” attraverso cui avvengono gli scambi intercellulari. Tale proteina, denominata Cd24, si trova sulla superficie delle cellule ed è decisiva nella regolazione del sistema immunitario. Il suo ruolo sarebbe quello di combattere la “tempesta di citochine”, reazione autoimmune potenzialmente letale. Secondo quanto reso noto dal prof. Arber, il farmaco viene somministrato direttamente ai polmoni attraverso la tecnica dell’inalazione: la procedura richiede solo pochi minuti al giorno, ha un costo modesto e non presenta effetti collaterali.