Covid, ipotesi lockdown totale per l’Italia: chi lo chiede e perché

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L’incubo delle varianti Covid incombe anche sull’Italia: il timore di vanificare i progressi degli ultimi mesi potrebbe spingere il governo ad attuare nuovamente un lockdown nazionale, come richiesto dagli scienziati.

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PIERO CRUCIATTI/AFP via Getty Images

Lo spettro di un nuovo lockdown nazionale torna ad aleggiare sull’Italia. La paura che le varianti Covid possano diffondersi anche nel nostro Paese peggiorando i dati della curva epidemiologica si fa sempre più forte tra gli scienziati. Se si dovesse arrivare alla conclusione che la divisione in tre fasce di colori non possa più essere efficace, il neo presidente del Consiglio Mario Draghi, per contenere i contagi e non sovraccaricare il sistema sanitario, potrebbe essere chiamato a valutare la misura più drastica per gli italiani.

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Il parere degli esperti sul possibile lockdown in Italia

In questi ultimi giorni si sono espressi a favore del lockdown nazionale diversi esponenti del mondo scientifico, facendo nascere un forte dibattito nell’opinione pubblica. Recentemente il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo, ha spiegato a La Repubblica che la terapia più efficace sarebbe quella di un lockdown di due mesi, sottolineando però che, vista la crisi economica e sociale, il Paese non se lo potrebbe permettere.

Favorevole alla chiusura più rigorosa anche Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza. Secondo l’esperto è “urgente cambiare subito la strategia di contrasto al virus ed è necessario un lockdown totale in tutta Italia che preveda anche la chiusura delle scuole, facendo salve le attività essenziali”. Il medico ha anticipato all’Ansa che spiegherà al ministro della Salute che la strategia di convivenza con il Covid adottata fino ad oggi si sta rivelando inefficace.

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Anche secondo il virologo Andrea Crisanti occorre un cambio di rotta. “Siamo nei guai – ha sottolineato a La Stampa – Va chiuso tutto e va lanciato un programma nazionale di monitoraggio delle varianti. Servono lockdown stile Codogno e non le zone rosse, che sono troppo morbide”. Il noto virologo ha ricordato che a differenza di altri Paesi come Germania, Francia e Inghilterra, in cui persiste ancora il lockdown, in Italia si pensa a sciare e a mangiare fuori. “Tutti vogliamo una vita normale, ma non si realizza se non si controlla la pandemia”, ha specificato l’esperto.