Bufera nel Regno Unito: la Royal Mencap Society ha denunciato i trattamenti discriminatori riservati ai disabili cognitivi malati di Covid.
“Do not resuscitate”, “Non rianimateli”. Sarebbe questo l’ordine arrivato durante la seconda ondata della pandemia nelle strutture ospedaliere del Regno Unito in riferimento ai disabili cognitivi affetti dal Covid. A denunciarlo è la Royal Mencap Society, un ente benefico inglese che si occupa delle persone con difficoltà di apprendimento.
Come riferito dal Guardian, Mencap sostiene di aver ricevuto nell’ultimo mese diverse segnalazioni di soggetti con disabilità intellettiva che non sarebbero stati rianimati qualora fossero stati contagiati.
La pratica, definita “Do Not Attempt Cardiopulomonary Resuscitation“, viene solitamente esercitata su individui ritenuti troppo fragili per ottenere benefici dalla terapia di rianimazione. Per questo è considerata inappropriata se applicata ai disabili cognitivi.
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Edel Harris, la chief executive Mencap, ha spiegato che nel corso della pandemia “molte persone con disabilità intellettiva hanno dovuto affrontare un trattamento discriminatorio nei loro confronti con ostacoli nell’accesso alle cure e con l’inappropriata pratica del Dnacpr”. Secondo Harris è inaccettabile che una categoria di persone che ha già in media una mortalità più bassa rispetto al resto della popolazione sia destinata a decisioni simili.
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Sul caso dei disabili cognitivi affetti da Covid discriminati nelle cure, la Care Quality Commission, l’ente che regola i servizi sociali e sanitari nel Regno Unito, pubblicherà presto un report. Numerosi attivisti denunciano inoltre che tali soggetti non sono neanche stati inseriti tra le categorie prioritarie nella campagna di vaccinazione del Paese, nonostante ci siano prove che quelli con disabilità di media gravità rischino maggiormente la vita se contagiati.
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