M5S, Crimi: “Espulsi i 15 senatori che hanno votato no alla fiducia”

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In un lungo sfogo su Facebook, il capo politico del Movimento ha specificato che i 15 senatori che non hanno votato la fiducia al Governo Draghi “si collocano, nei fatti, all’opposizione”.

(Facebook)

Dopo le dimissioni di Giuseppe Conte e la formazione del nuovo esecutivo Draghi, il Movimento 5 Stelle appare più spaccato che mai. Il partito pentastellato si era affidato alla piattaforma Rousseau per avere indicazioni sulla fiducia al nuovo Governo ma, nonostante le opinioni favorevoli emerse, 15 senatori del Movimento hanno votato contro la fiducia.

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Crimi: “I 15 senatori saranno espulsi dal M5S”

Non rispettando le indicazioni della piattaforma Rousseau, dunque il pensiero dei cittadini, i 15 senatori del M5S che ieri hanno votato contro la fiducia al governo Draghi, hanno di fatto tradito i loro elettori e si sono posti all’opposizione non solo del nuovo esecutivo, ma anche della corrente generale del partito che invece ha votato a favore di Draghi.

Tra i nomi dei 15 senatori, spiccano quelli di alcuni grandi big del Movimento, come l’ex ministra per il Sud, Barbara Lezzi, e il presidente della commissione Antimafia Nicola Morra. La presenza proprio di quest’ultimo tra le fila degli oppositori avrebbe cambiato gli equilibri e avrebbe favorito l’ingresso nella rosa dei nomi di altre personalità, tra cui Lannutti, Moronesi, Ortis e Granato.

Dura la reazione di Vito Crimi, capo politico del M5S, che dalla sua pagina Facebook ha scritto un lungo messaggio di sfogo spiegando che la fiducia al governo Draghi non è stata facile ma era necessaria per il bene del Paese. “Quello di chi ha votato sì è un voto unitario, una responsabilità collettiva, non del singolo. I compromessi con sé stessi, con i propri credo, convinzioni e valori, sono quelli più difficili. Riuscire ad affrontarli e sostenerli per il bene di un Paese che sta vivendo il momento più difficile della sua storia recente non è una sconfitta, è un valore aggiunto in termini di etica e dignità” scrive Crimi.

Poi, arriva dritto e senza mezzi termini, l’attacco ai 15 senatori che invece si sono rifiutati di votare la fiducia. “I 15 senatori che hanno votato no sono venuti meno all’impegno del portavoce del MoVimento che deve rispettare le indicazioni di voto provenienti dagli iscritti” spiega Crimi. Non rispettando la linea del partito e la decisione presa sulla piattaforma Rousseau, i senatori mostrano chiaramente di non appoggiare la maggioranza e “si collocano, nei fatti, all’opposizione“. Per questo, “non potranno più far parte del gruppo parlamentare del MoVimento al Senato. Ho dunque invitato il capogruppo a comunicare il loro allontanamento, ai sensi dello Statuto e del regolamento del gruppo” conclude il capo del partito.

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Secondo l’Adnkronos, 15 senatori in questione starebbero valutando delle azioni legali per quella che ai loro occhi sembra un’ingiustizia oltre che un danno di immagine.