AusOpen 2021: nona sinfonia di Djokovic: cronaca della partita

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Il serbo travolge Medvedev con il punteggio di 7-5 6-2 6-2 e conquista il suo 18esimo Slam

AusOpen 2021: cronaca della partita

AusOpen 2021: cronaca della partita

AusOpen 2021: cronaca della partita – Una superiorità incontrastata. Novak Djokovic ha vinto il suo nono Australian Open spazzando via in tre set rapidi il giovane rivale russo Daniil Medvedev. Ora a due soli Slam di distanza dagli avversari di una vita Roger Federer e Rafael Nadal, il serbo si candida sempre più per l’Olimpo di una generazione fantastica di tennisti. Contro questo stato di forma ci sarebbe stato molto poco da fare per qualsiasi altro finalista, con Nole che conferma ancora una volta la sua ottima prestazione sul cemento di Melbourne.

Il match

Medvedev ha tenuto solo nel primo set, perché nel secondo e nel terzo è stato Novak a imporsi, salendo di fatto in cattedra. Dopo la sconfitta del primo set per 7-5, i meccanismi mentali del russo hanno poi ceduto, con il tennista che ha perso convinzione punto dopo punto, esposto ai colpi letali e a tutto braccio del rivale. Dopo aver vinto qui già otto volte, Djokovic non aveva alcun tipo di remora nell’esprimere il suo gioco migliore, così nella seconda parte della finale la partita si è decisa rapidamente con un doppio 6-2 che ha lasciato margini pressoché nulli di rimonta al giovane talento russo. Sempre più indiscusso numero uno al mondo e in procinto di battere il record di Federer, Djokovic si è così imposto in un altro Slam sulla superficie veloce, in un’edizione molto particolare del torneo, in buona parte ancora condizionata dal Covid-19.  

Cronaca della gara

Il re dell’Australia per trionfare ancora una volta si è affidato a un servizio solidissimo, sin dal primo game, che ha fatto la differenza nel corso degli scambi, indirizzandoli già a suo favore. Il serbo ha così già regolato il match nei primi tre set, con Medvedev che ha provato a giocare di rimessa nella prima delle tre partite, ma è poi stato presto travolto dalla costanza del gioco dell’avversario, perdendo la finale in un’ora e 53 minuti. Pressione e regolarità, sono questi i due elementi che hanno di fatto tolto le certezze al russo game dopo game, quando ogni tentativo di rimonta si rivelava sempre più vano. Le venti vittorie di fila di Medvedev, che gli avevano permesso di consolidare il suo tennis, a poco sono servite contro la tranquillità e il peso dell’esperienza di Nole, nonostante anche il successo conseguito nel master di Londra alla fine dell’ultima stagione. Va anche ricordato che, ad eccezione delle finali giocate tra loro, l’ultima sconfitta di un Fab Four in una finale Slam contro un giocatore più giovane di loro è stato il successo di Juan Martin Del Potro all’Us Open del 2009, di fatto un’era geologica fa. Questo fa capire quanto la Next Gen sia in ritardo, o meglio, quanto sia forte la generazione di tennisti che li ha preceduti. Tanto per capire meglio, Djokovic ha iniziato il match con l’ace numero 101 del torneo che più ama, mentre il russo con due dritti incrociati sbagliati perde subito il turno di servizio, una differenza che presto si rifletterà non solo in campo, ma anche sul punteggio. Dopo dieci minuti di partita Djokovic era avanti già 3-0. Il russo prova a tenere lo stesso livello e la stessa intensità di scambio del rivale, ma nei punti che scottano è sempre Nole ad avere la meglio, abile nello sfruttare ogni situazione utile per variare e andare a colpire Medvedev nei suoi punti deboli. Spesso va in affanno anche solo per l’aggressività e il tempismo della risposta del serbo, quindi già nei suoi turni di battuta, non potendo assolutamente far nulla quando era invece Djokovic ad aprire lo scambio. Questi i punti chiave che hanno fatto la differenza nel primo set, ma nel secondo e nel terzo il campione saprà ulteriormente riconfermarsi, con l’avversario che perderà sempre più convinzione, rendendo la differenza sul campo di fatto incolmabile.

Sempre lui

Terza vittoria consecutiva dell’Open di Australia quindi, un dominio pressoché assoluto del primo Slam stagionale che si gioca sul cemento. Solo Nadal ha vinto uno Slam per più volte in carriera e si tratta del Roland Garros nel quale il maiorchino ha trionfato tredici volte. Il serbo rimane così numero uno del mondo e il prossimo 8 marzo potrà cominciare la sua 311esima settimana da re, una in più del record assoluto detenuto da Roger Federer, altro rivale con al quale Djokovic ora vuole scalzare il trono. I due fenomeni sono sempre a 20 Slam conquistati, mentre Nole ora è a quota 18. Va ricordato che è il sesto conquistato da Over30, confermando quanto per questa generazione il tempo sembri non scorrere mai. Medvedev può invece consolarsi solo sapendo di essere da domani il numero 3 del mondo, superando l’austriaco Thiem. Va infine ricordato anche che nessun giocatore diverso da Federer, Nadal, Djokovic e Murray ha raggiunto le prime due posizioni del ranking Atp dal luglio 2005, quando l’ultimo a riuscirci fu addirittura Lleyton Hewitt, decisamente in un’altra era, almeno per il tennis, perché talenti come Djokovic hanno decisamente scolpito la storia e non sembra ancora essere finita.        

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Tabellino della gara

Djokovic b. Medveded 7-5 6-2 6-2

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